Italicum, emendamenti all'esame della commissione

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Tensione tra Pd e Forza Italia sulla proposta di legare la riforma elettorale a quella del Senato. Brunetta a Sky TG24: "Si contraddice quanto concordato in precedenza". Renzi su Twitter assicura: "Processo irreversibile, sarà una rivoluzione"

La riforma elettorale rallenta il suo cammino e si arena sullo scoglio degli emendamenti presentati alla Camera e il cui esame è slittato di mezza giornata. A far discutere soprattutto la proposta che vorrebbero legare l'approvazione dell'Italicum alla riforma del Senato. Uno stop che allarma il centrodestra, con Renato Brunetta che a Sky TG24 si chiede se il Pd ha realmente intenzione di portare in porto la riforma e che spinge Matteo Renzi a gettare acqua sul fuoco delle polemiche con un tweet in cui assicura che la legge elettorale è "irreversibile".

Resta il nodo rapporto tra riforma del voto e quella del Senato - Alla Camera è stato rinviato al pomeriggio il Comitato dei Nove della Commissione Affari Costituzionali che in mattinata avrebbe dovuto esaminare gli emendamenti alla riforma elettorale. Un rinvio che potrebbe  fare slittare l'avvio in Aula dell'esame della legge elettorale. Ma intanto a incagliarsi è la trattativa tra Pd e Forza Italia, che sulla legge elettorale ha convocato un vertice a Palazzo Grazioli. Oltre allo scoglio sugli algoritmi  per la distribuzione dei seggi, che stando agli studi effettuati dagli uffici della Camera, così come sono, penalizzerebbero i 'piccoli' partiti, resta il nodo il legame tra Italicum e riforma del Senato. Allo stato, viene spiegato, la mediazione prosegue partendo dall'ipotesi di prevedere una clausola che posticipa l'entrata in vigore dell'Italicum a dopo il semestre europeo, o al massimo di un anno. Ipotesi che non trova il favore di Forza Italia.

Brunetta a Sky TG24: "Questi emendamenti sono una follia" - A Sky TG24 infatti Renato Brunetta si chiede come mai il Pd vuole una clausola per evitare il ritorno alle urne, essendo l'unico partito che ha la forza parlamentare necessaria per decidere di andare al voto. "Il Pd sembra cercare una garanzia per non votare contro se stesso - spiega il capogruppo di Fi - Se Renzi o il Pd vogliono con emendamenti da azzeccagarbugli posticipare il voto alla riforma del Senato lo fanno contro il partito democratico". "Noi - prosegue - non abbiamo i numeri per portare il paese a nuove elezioni. solo il Pd può andare al voto e mi sembra una follia di questi emendamenti volti a garantire la legislatura contro lo stesso partito democratico. Mi sembra una questione da manicomio."



Lauricella (Pd): "Senza emendamento rischio incostuzionalità" - Ma dal Pd difendono gli emendamenti tesi a legare riforma elettorale e Senato. "Non si può evitare di creare un legame tra riforma della legge elettorale e del bicameralismo" ha affermato il deputato Pd Giuseppe Lauricella, autore di uno degli emendamenti incriminati. "Questa legge - ha spiegato ancora - va bene soltanto con una Camera sola, altrimenti si rischia l'incostituzionalità, oltre che l'ingovernabilità."

Quagliariello: "Non si fanno riforme contro la propria maggioranza" - Ma sulla legge elettorale fa sentire la sua voce anche il Nuovo Centrodestra, che teme di venire tagliato fuori dagli accordi tra Renzi e Berlusconi.  "Non vi è dubbio che per fare le riforme si debba andare oltre la maggioranza, ma non è possibile per fare le riforme creare un'altra maggioranza contro la propria maggioranza" spiega Gaetano Quagliariello (Ncd), replicando a Luigi Zanda (Pd) a un convegno sul messaggio alle Camere del 1991 di Francesco Cossiga sulle riforme.


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