M5S, lasciano sei senatori. I fedelissimi: "Parassiti"

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Luis Alberto Orellana, espulso con il voto sul blog, e altri cinque eletti presentano a Grasso le dimissioni. Il senatore a Sky TG24: "I vertici hanno tradito gli ideali". E spunta l'ipotesi di un nuovo gruppo. LIVEBLOGGING

Dopo che mercoledì 26 febbraio i militanti del Movimento 5 stelle hanno votato per l'espulsione di Luis Alberto Orellana, Fabrizio Bocchino, Francesco Campanella e Lorenzo Battista, accusati di essere critici verso il leader Beppe Grillo, sei senatori hanno rassegnato a Grasso le loro dimissioni. Non è chiaro però se i sei senatori dissidenti intendano dimettersi definitivamente dalla carica o dal gruppo. Mussini, ad esempio, ha dichiarato di aver lasciato il Senato ma di restare nel Movimento. Due deputati, invece, Tacconi e Catalano, avrebbero deciso di lasciare le fila grilline e aderire al Gruppo Misto. Immediata al reazione dei "fedelissimi" al leader, che su Facebook scrivono: "Finalmente zavorra che va via, gente che non c'entra nulla con il M5S, persone che da questo momento diventeranno parassiti". In ogni caso, deve essere l'assemblea senatori a votare le dimissioni dal gruppo dei sei colleghi.

Sei lettere dimissioni senatori su tavolo Grasso - Il presidente del Senato Piero Grasso ha ricevuto in giornata le lettere di dimissioni di Luis Alberto Orellana, Alessandra Bencini, Laura Bignami e Monica Casaletto, Maurizio Romani e Maria Mussini. Alla Camera invece sono usciti dal M5s Ivan Catalano e Alessio Tacconi (che pubblica su Twitter la sua lettera di dimissioni). Sale così a cinque il numero dei deputati ex grillini da inizio legislatura. I due, che hanno espresso solidarietà agli espulsi, sono accusati dagli ormai ex compagni di non aver restituito i rimborsi da parlamentari.

Diversi pronti a uscire - Intervistato a Sky TG24 Mattina il senatore Luis Orellana, uno dei quattro espulsi, ha accusato Grillo e Casaleggio di aver tradito lo spirito originario del Movimento, sostenendo che molte decisioni, a partire dall'attacco a Napolitano, siano state imposte dall'altro. Il senatore espulso ha inoltre spiegato che a Palazzo Madama sarebbero in nove a essere intenzionati a uscire dal gruppo pentastellato. Dubbi sulle espulsioni arrivano anche dal sindaco di Parma, il grillino Federico Pizzarotti, che su Facebook scrive di non aver compresso la decisione.

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