Elezioni in Sardegna, seggi chiusi. Lunedì lo spoglio

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Si è votato fino alle 22 per il rinnovo del Consiglio regionale e per il nuovo governatore. Francesco Pigliaru (centrosinistra) e la scrittrice Michela Murgia sfidano il presidente uscente Cappellacci (centrodestra)

Si sono chiuse alle 22 le urne in Sardegna per il rinnovo del Consiglio regionale e l'elezione diretta del governatore. Alle 19 l'affluenza è stata del 41,02%. Alle 12 era pari al 14,50%. Il dato dell'affluenza - consultabile sul sito web della Regione - non è in ogni caso comparabile a quello del 2009 perché in quell'occasione si votò anche di lunedì.

Sei gli aspiranti presidenti: Ugo Cappellacci (centrodestra) sostenuto da una coalizione di sette liste (Forza Italia, Udc, Riformatori, Fratelli D'Italia, Partito Sardo d'Azione, Uds e Zona Franca Randaccio); Francesco Pigliaru (centrosinistra) sostenuto da 11 liste (Pd, Sel, Centro Democratico, Partito dei Sardi, La Base, Rossomori, Sinistra sarda (con Pdci e Rifondazione), Upc, Irs, Idv-Verdi e Psi); Pier Franco Devias (Fronte Indipendentista Unidu); Michela Murgia leader della coalizione Sardegna Possibile con tre liste (Comunidades, Gentes e ProgRes); Mauro Pili sostenuto dalla coalizione del Popolo Sardo con quattro liste (Unidos, Mauro Pili presidente, Fortza Paris e Soberania); Gigi Sanna del Movimento Zona Franca.

Il nuovo Consiglio sarà composto da 60 consiglieri, una riduzione dagli originari 80 dopo la riforma dello Statuto autonomistico. Diventa governatore il candidato che in ambito regionale ottiene più voti. Lo scrutinio comincerà lunedì 17 febbraio, a partire dalle 7 (GUARDA I RISULTATI).

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