Napolitano, archiviato impeachment M5S. Grillo attacca

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Il Movimento aveva presentato la messa in stato d’accusa per "attentato alla Costituzione". L'istanza è stata ritenuta "manifestamente infondata" con 28 voti favorevoli e 8 contrari. Il leader 5 Stelle: "Il presidente abbia la dignità di dimettersi"

Il Comitato per l'impeachment ha archiviato la richiesta del M5S per la messa in stato di accusa del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. E' infatti stata approvata la proposta per l'archiviazione presentata dal Pd con 28 voti favorevoli, otto contrari (M5S). Forza Italia non ha partecipato alle votazioni.
Il Partito Democratico nella mattinata di martedì 11 febbraio ha presentato la mozione per chiudere la vicenda che il presidente del comitato, Ignazio La Russa (FdI), ha posto in votazione. L'istanza è stata ritenuta "manifestamente infondata".
A favore dell'archiviazione anche la Lega. I parlamentari di Forza Italia non hanno partecipato al voto, poiché secondo il regolamento non ci si poteva astenere. Gli azzurri hanno lasciato l'aula in segno di protesta per "l'accelerazione dei lavori" del Comitato, al quale avevano chiesto un ulteriore approfondimento a seguito delle rivelazioni contenute nel libro di Alan Friedman (rivelazioni sul caso Monti e sul presunto piano segreto di Passera alle quali il capo dello Stato ha risposto con una lettera al Corriere della Sera).

I Senatori del M5S hanno espresso il proprio disappunto per l'archiviazione su Twitter:

Grillo: “Napolitano è un problema da rimuovere” - "Non finisce qui", dicono i parlamentari M5S dopo l'archiviazione della richiesta di impeachment. E infatti prima arriva l'annuncio della raccolta delle firme per portare il dossier, bocciato dal Comitato parlamentare, al vaglio dell'Aula, poi tocca alla bordata via blog di Beppe Grillo. "Come può rimanere ancora al Quirinale? Napolitano deve avere la dignità di dimettersi", dice il guru del Movimento. "Bisogna capire quando si è a fine corsa e fuori ruolo. Lui lo è. Napolitano sta per compiere novant'anni, è in politica dal 1945, in Parlamento dal 1953, è peggio di una condanna all'ergastolo", incalza Grillo. "L'Italia non può essere condannata a Napolitano a vita e alle sue originali interpretazioni monarchiche del ruolo di presidente della Repubblica. L'Italia ha scelto la Repubblica il 2 giugno del 1946", dice ancora. E allora, dice Grillo, "qualcuno lo avverta. Napolitano è oggi il problema principale di questo Paese, prima viene rimosso, prima l'Italia potrà ripartire". M5S: “Raccoglieremo firme in Parlamento” - "Hanno vinto i patti e i ricatti dopo una notte di incontri al Quirinale. Ma non finisce qui. Raccoglieremo le firme in Parlamento per chiedere che il caso-Napolitano venga portato in Aula in seduta congiunta". Lo dicono deputati e senatori del Movimento 5 Stelle. "Dopo una notte di tentennamenti, il partito del Quirinale -proseguono i deputati pentastellati- si è ricompattato contro la Costituzione e contro la volontà popolare. Dopo le ultime rivelazioni sulla nascita del governo Monti e sull'azione disciplinare nei confronti del pm Nino Di Matteo appare più che evidente che le denunce del Movimento, tradotte nella richiesta di messa in stato d'accusa, sono tutt'altro che prive di fondamento. Insomma 'Re Giorgio' è nudo".

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