Napolitano: complotto? Solo fumo. Ecco i fatti

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Il capo dello Stato invia una lettera al Corriere dopo le rivelazioni sul ruolo giocato nella crisi del governo Berlusconi. "Nell'estate 2011 la maggioranza era logorata. Monti era risorsa, l'ho ricevuto più volte"

"Fumo, solo fumo". Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano risponde, attraverso una lettera al Corriere della Sera (QUI IL TESTO INTEGRALE), alle polemiche suscitate dal racconto di un suo presunto ruolo "improprio" giocato nell'estate del 2011, ovvero alla vigilia della fine del governo Berlusconi.
"I veri fatti, i soli della storia reale del Paese nel 2011, sono noti e incontrovertibili. Ed essi si riassumono in un sempre più evidente logoramento della maggioranza di governo uscita vincente dalle elezioni del 2008" scrive Napolitano negando con forza l'ipotesi di un "complotto", come accusano Forza Italia e il M5S.

Il caso -Secondo le anticipazioni del libro di Alan Friedman, pubblicate oggi (lunedì 10 febbraio, ndr) dal quotidiano di via Solferino, il capo dello Stato già all'inizio di quell'estate aveva sondato Mario Monti per chiedergli la disponibilità ad assumere una responsabilità di governo ("mi ha dato segnali in quel senso", dice lo stesso Monti) citando come testimoni Carlo De Benedetti e Romano Prodi ai quali lo stesso Professore  si sarebbe rivolto per chiedere consiglio. (Berlusconi si dimise l'11 novembre dello stesso anno e alla guida del governo gli successe il Professore, ndr).

Le parole di Napolitano - Ma il presidente della Repubblica non ci sta, e boccia la ricostruzione fatta da Friedman. "Basti ricordare innanzitutto la rottura intervenuta tra il Pdl e il suo cofondatore, già leader di Alleanza Nazionale, il successivo distacco dal partito di maggioranza di numerosi parlamentari, il manifestarsi di dissensi e tensioni nel governo (tra il Presidente del Consiglio, il ministro dell'economia ed altri ministri), le dure sollecitazioni critiche delle autorità europee verso il governo Berlusconi che culminarono dell'agosto 2011 nella lettera inviata al governo dal Presidente della Banca Centrale Europea Trichet e dal governatore di Bankitalia Draghi", ha ricordato il presidente della Repubblica.

FI e M5S contro Napolitano - Sulla vicenda si registrano decine di commenti. Forza Italia insorge con alcuni azzurri ipotizzano un'asse con il Movimento Cinque Stelle nella richiesta di impeachment al Capo dello Stato. "Non siamo assolutamente dell'idea di chiudere la discussione affrettatamente" spiega il senatore di FI Lucio Malan. E non arretra di un passo il il Movimento di Beppe Grillo che anzi prosegue nella battaglia. Il comico genovese dall'home page sul suo blog rilancia: "Alla fine, tutti saltarono sul carro dell'impeachment", scrive parlando della levata di scudi di Forza Italia. 

Letta e Renzi: vergognoso tentativo di mistificare la realtà -
A difendere il Capo dello Stato ci pensa il premier Enrico Letta che in una dura nota punta il dito  "sulla contemporaneità di queste insinuazioni con il tentativo in corso da tempo da parte del M5S di delegittimare il ruolo di garanzia della Presidenza della Repubblica. A questi attacchi - mette in chiaro il presidente del Consiglio - si deve reagire con fermezza".  Sulla stessa linea anche il segretario del Pd Matteo Renzi che bolla come "inaccettabile l'attacco in queste ore contro il presidente Napolitano". Il leader Dem si sofferma a ricorda come il Capo dello Stato "agì nell'interesse esclusivo degli italiani".

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