No Tav, Grillo mostra le manette: ho fiducia nella giustizia

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Dopo la richiesta di condanna a 9 mesi, avanzata nei suoi confronti dalla Procura di Torino, il leader del M5S pubblica un video sul suo blog. "Sono sereno" afferma e spiega: "Sono stato invitato in una baita dove mangiavano della polenta"

Risponde con un video alla notizia della richiesta di condanna a 9 mesi da parte della Procura di Torino. Agita le manette, si dice "calmo, sereno" e afferma: "Ho fiducia nella giustizia italiana". Beppe Grillo reagisce così all'iniziativa dei magistrati del capoluogo piemontse, per alcuni fatti avvenuti in Val di Susa quattro anni fa, nel dicembre 2010, durante una protesta No Tav.

Grillo ironizza sul suo blog - "Non ho grossi problemi - dice il leader del M5S nel filmato pubblicato sul suo blog e girato nella sua villa a Sant'Ilario - Il Pm ha chiesto nove mesi di reclusione perché io avrei rotto un sigillo 'già portato via dal vento', come scritto nella notifica. Era un sigillo che non c'era, un sigillo 'inconsapevole', capita".
Un videomessaggio sarcastico dove spiega di esser stato "invitato in una baita dove mangiavano della polenta". "E io sono andato a mangiare la polentina" osserva sottolineando la sproporzione tra l'innocente appuntamento culinario con la richiesta di finire in cella. "Comunque confido nella giustizia. Farà il suo corso e io sono calmo, non mi agito assolutamente... nove mesi passano presto" afferma il leader del movimento Cinque Stelle.

La difesa del Movimento - E mentre Grillo agita le manette (gesto che ricorda la recente protesta del deputato leghista Buonanno nell'Aula della Camera per il dl 'svuota carceri') il docente dell'Università di Genova Paolo Becchi, da alcuni considerato l'ideologo del M5S, denuncia il tentativo di "criminalizzare il movimento". "Quando non riesci a sconfiggere il nemico cerchi di criminalizzarlo. Ora tocca al M5S, ma noi siamo 'figli delle stelle', non ci fermeranno", assicura Becchi via Twitter. Sul caso interviene anche il parlamentare del M5S Vito Crimi che condivide su Facebook il video che ritrae Beppe Grillo alla baita dei No-Tav e scrive: "Ecco come si son svolti i fatti contestati".

Le accuse della Procura - Un gesto da "capopopolo" con il quale ha benedetto "la protervia" dei No Tav. Di questo, secondo la procura di Torino, si sarebbe macchiato Beppe Grillo il 5 dicembre 2010 quando ha visitato la baita-simbolo costruita abusivamente in Valle di Susa in un terreno di proprietà di un attivista, ma dove in seguito si sviluppò il cantiere della Torino-Lione. Venerdì 7 febbraio, davanti al tribunale del capoluogo piemontese, i pm Antonio Rinaudo e Andrea Padalino hanno chiesto per "l'imputato Giuseppe Grillo" nove mesi di reclusione e duecento euro di multa, aggravando il conteggio con la "recidiva" dovuta a una vecchia condanna per diffamazione.

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