Napolitano: Monti e Letta non sono stati mio capriccio

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Il capo dello Stato da Strasburgo ripercorre la nascita degli ultimi due governi. Ribadisce che "la politica di austerità ad ogni costo non può più reggere" e lancia un monito sulle carceri: "L'Italia rischia una multa enorme"

I governi Monti e Letta "non sono stati inventati come per un capriccio del presidente della Repubblica". Parola del capo dello Stato Giorgio Napolitano nel secondo giorno di visita a Strasburgo. Dopo l'intervento in aula del 4 febbraio contro "l'austerità ad ogni costo" e la contestazione leghista (LE FOTO), Napolitano ha incontrato gli europarlamentari italiani. "Non sono turbato dalle polemiche di ieri" ha assicurato. E ha ribadito: "La politica di austerità ad ogni costo, a tappe forzate, non può più reggere. Bisogna andare ad una svolta. Occorre un cambiamento di rotta".

Napolitano: i governi Letta e Monti non sono un mio capriccio
- Nel corso dell'incontro con gli eurodeputati italiani al Parlamento europeo, il capo dello Stato ha ripercorso poi i momenti della nascita degli ultimi due governi. Ha sottolineato di aver "condotto consultazioni con tutti i partiti e da quelle consultazioni mai è uscita un'indicazione di formare il governo diversa dalla decisione che poi ho dovuto assumere".
Il presidente della Repubblica ha parlato anche dei provvedimenti di amnistia e indulto che con un messaggio al Parlamento si era raccomandato di approvare. "Se non si daranno risposte alla sentenza della Corte dei Diritti umani sullo stato delle carceri saranno accolti tutti i ricorsi dei detenuti e lo Stato italiano sarà condannato a pagare cifre enormi, si tratta di centinaia e centinaia di milioni di euro".

Carceri, Napolitano: Italia si metta in regola - Quello della disastrosa situazione carceraria italiana è un "tema su cui siamo con le spalle al muro", perché c'è una sentenza "pesantissima" della Corte di Strasburgo dei Diritti dell'uomo, ha spiegato il capo dello Stato. Quindi se l'Italia non si "adeguerà" alle sue indicazioni "saranno accolti tutti i ricorsi dei detenuti e lo Stato italiano sarà condannato a pagare cifre enormi". E ancora: "Tocca ora al Parlamento decidere che risposte dare alla
Corte", ha concluso.

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