Letta: "Basta provocazioni". Napolitano: "Sono preoccupato"

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Il premier stigmatizza il comportamento del M5S di giovedì: "Immagini che danneggiano gli investimenti". La Camera respinge intanto le pregiudiziali sulla riforma elettorale. Lega e grillini contestano Bolrdini e abbandonano l'aula

Continua l'iter della riforma elettorale alla Camera, ma a tenere banco è ancora la bagarre scatenata in aula e nelle commissioni dai deputati del Movimento 5 Stelle. Nella tradizionale conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri Enrico LEtta parla danni per gli investimenti e sostiene che gli attacchi "segnalano la volontà di prendere una strada antidemocratica" e "al livello di tolleranza eccessivo, il governo reagisce nettamente". Il presidente della Repubblica, interpellato dai giornalisti, riguardo alla richiesta di impeachment presentato dal M5S ha dichiarato: "Sono sereno per la mia situazione ma preoccupato per quella in Parlamento".

Letta: "Reagire nettamente a difesa delle regole"
- Enrico Letta, al termine del consiglio dei ministri, ha stigmatizzato il comportamento degli eletti 5 stelle. "Domani andrò a Dubai ed Abu Dabi per far venire in Italia investimenti. Ma mi chiedo, come si può pensare che investitori che vedono le immagini possano considerare il nostro Paese affidabile, come possano reputarlo credibile di fronte a quelle corride".  "Bisogna reagire con nettezza a queste provocazioni. La difesa delle istituzioni è difesa anche dei diritti di quanti hanno votato e sono oggi minoranza, ma non usano le loro prerogative per prevaricare le istituzioni. Bisogna reagire nettametne a difesa delle regole", ha aggiunto Letta.

Respinte le pregiudiziali di costituzionalità - Nell'aula di Montecitorio intanto sono state responte le pregiudiziali di costituzionalità alla riforma elettorale presentate dalle opposizioni. Il voto, avvenuto a scrutinio segreto, ha evidenziato la presenza di una ventina di franchi tiratori. Cionostante, Matteo Renzi ha mostrato ottimismo: "Bene, abbiamo tenuto, ora avanti, si fa".  Ma la giornata politica è stata segnata soprattutto dalla protesta della Lega Nord e dei grillini che hanno abbandonato l'aula per stigmatizzare la decisione della presidente Boldrini di non far ripetere il voto in commissione Affari costituzionali di giovedì.

Salvini (Lega): "Boldrini inadeguata, si dimetta" - Una decisione che ha fatto infuriare il segretario federale della Lega Matteo Salvini, secondo cui Boldrini è "inadeguata. Si dimetta subito o sarà il caos". Il capogruppo del Carroccio Giorgetti annunciando in aula l'intenzione di abbandonare i lavori ha commentato che "sappiamo che un fatto certo è che un deputato non ha potuto votare. Ci è stato negato di rivotare, le motivazioni non le condividiamo e crediamo che sia il presidente della Camera, non la maggioranza, a dover garantire il diritto di votare" ha proseguito.

Anche M5S abbandona l'Aula - Anche il Movimento 5 Stelle ha deciso quindi di abbandonare l'Aula. "Noi non saremo mai complici di questo scempio della democrazia e abbandoneremo immediatamente i lavori di quest'Aula", ha annunciato il deputato grillino Giuseppe Brescia (VIDEO). Si dice dispiaciuta la presidente della Camera, Laura Boldrini: "In quest'Aula tutti possono dibattere ed esprimere il proprio parere", afferma la terza carica dello Stato. Brescia, prima di annunciare l'uscita dall'Aula dei componenti del suo gruppo, aveva accusato i colleghi del Pd e di FI di essere "telecomandati dall'esterno".

Grillo lancia sondaggio contro la Boldrini
- Contro la Boldrini si è scagliato anche Beppe Grillo, che si trova a Roma, che sul suo sito ha lanciato un sondaggio contro la presidente della Camera: "La Boldrini nel suo ruolo è inadeguata, impropria, miracolata. Deve andarsene e in fretta dalla Camera". Giovedì 29, continua il leader del M5S, "la democrazia è morta": la 'tagliola' è un "abuso di potere", "un atto di imperio di natura strettamente personale".

Migliore (Sel): "Non siamo tutelato dal presidente Sisto" - Disappunto per la mancata ripetizione del voto in commissione è stato espresso anche da Sel, con il capogruppo Gennario Migliore che ha spiegato: "No mi sono sentito tutelato dal presidente Sisto nel corso dell'esame in commissione della legge elettorale e sono allibito e concertato" per la mancata ripetizione del voto sul mandato al relatore.

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