Italicum, i nodi ancora aperti. LA SCHEDA

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Dalla soglia di sbarramento del 4,5% per le formazioni coalizzate a quella dell'8% per i partiti che corrono da soli. E ancora: il voto di genere e le primarie per legge. Ecco i punti di discussione sulla nuova legge elettorale

Ci sono ancora alcuni nodi, sia politici che tecnici, da sciogliere tra Pd, Fi e Ncd, i partiti che hanno stretto l'accordo sulla riforma elettorale. La mancanza di intesa totale è dimostrata dal fatto che gli emendamenti del nuovo accordo Renzi-Berlusconi non saranno presentati congiuntamente, ma dai singoli partiti. Ecco i principali nodi.

Voto di genere - Il testo base stabilisce che in ciascun listino nessuno dei due generi possa avere candidature superiori al 50%, ma ce ne possono essere due di seguito del medesimo genere. Ma in ogni collegio saranno eletti al massimo i primi due candidati, e quindi le donne elette potrebbero essere pochissime. Il Pd vuole l'alternanza uomo-donna nelle liste, ed anche che i capolista in ciascuna regione siano metà uomini e metà donne.

Salva Lega - La soglia per entrare in Parlamento è, secondo l'ultimo accordo, al 4,5%, ma con il "salvataggio" dei partiti che ottengano il 7 o l'8% in almeno tre Regioni, come potrebbe fare la Lega. I partiti piccoli protestano e Ncd sottolinea che il Carroccio con 250.000 voti concentrati in 3 Regioni avrebbe seggi, mentre un partito che corre da solo e prende 2,5 milioni di voti su tutto il territorio nazionale (e non supera quindi l'8%) rimane fuori, e così uno coalizzato che ottiene 1,5 milioni di consensi ma non superando il 4,5%. Si potrebbe perciò abbassare direttamente lo sbarramento al 4% - dicono - ed eliminare il "Salva Lega".

Primarie di legge - Le vuole il Pd ma non forza Italia. Non sarebbero obbligatorie ma lo stato ne garantirebbe la regolarità e, secondo l'emendamento del Pd, l'organizzazione. Dubbi, seppur non dichiarati pubblicamente, anche in molti deputati Pd, perché le primarie per legge escluderebbero il "listino del segretario", cioè i nomi inseriti nelle liste pur non avendo sostenuto le primarie.

Mix delle soglie - Oltre alla soglia di sbarramento del 4,5% per i partiti coalizzati, ci sono quelle del 12% per le coalizioni e dell'8% per i partiti che corrono da soli. Il mix di soglie può creare situazioni paradossali che l'attuale testo non risolve: per esempio una coalizione di 5 liste ottiene più del 12% e ha quindi diritto ai seggi, ma nessuna delle sue liste supera il 4.5% e dunque non dovrebbe avere alcun seggio; o ancora, una coalizione di due liste ha l'11,5%; entrambe superano il 4,5% ma poiché la coalizione non supera il 12% a loro non spetta alcun seggio.

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