Italicum, si tratta sulla soglia al 37%

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La riforma alla Camera il 30 gennaio. Renzi e Berlusconi si sarebbero sentiti al telefono per uscire dallo stallo. Il segretario Pd: "Non mi farò ingabbiare". E aggiunge: "Se c'è da litigare con i piccoli partiti, si litiga con i piccoli partiti"

Continua a viaggiare sull'asse Renzi-Berlusconi la legge elettorale. Diversi contatti tra il segretario del Pd e il leader di FI scandiscono la trattativa su alcune modifiche da apportare al testo dell'Italicum, senza tradire l'accordo siglato due settimane fa al Nazareno: "Siamo ad un passo dall'intesa",dice in serata Matteo Renzi.
Intanto, alla Camera entrano in azione i piccoli partiti, che fanno asse e cercano di rinviare a febbraio l'approdo in Aula della legge ma non ci riescono perché lo slittamento è solo di 24 ore, al 30 gennaio.

Verso la soglia del 37% - Dalle Aule parlamentari infatti si guarda con attenzione alla trattativa tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, che si sarebbero sentiti più volte nel corso della giornata, anche se la notizia non viene confermata ("Siamo al gossip delle agende" (VIDEO) dice Renzi parlando coi cronisti). Ciò che è certo, però, è che davanti all'impasse creatosi per colpa dei veti incrociati, Matteo Renzi e Silvio Berlusconi riprendono il pallino della trattativa sulla riforma elettorale per mandare in porto l'intesa in tempi stretti. "Non mi faccio ingabbiare in stanche liturgie della politica tradizionale"  ha affermato il sindaco di Firenze. Non è ancora sciolto, però, il nodo della soglia del premio di maggioranza anche se, a quanto si apprende da fonti Fi, il Cav starebbe cedendo all'innalzamento al 37%, in cambio della norma Salva-Lega, anche a seguito di contatti tra Gianni Letta e il Colle.

Il dibattito in Aula slitta al 30 gennaio - In vista della battaglia in Aula contro i 'piccoli', che si annuncia infuocata, il leader Pd 'chiama' Silvio Berlusconi ad un fronte comune per non far saltare l'accordo. D'altra parte anche il segretario Pd ha dato prova di impegno, chiedendo con toni ultimativi alla minoranza del partito di ritirare gli emendamenti e di mettere una pietra sopra il ritorno di preferenze o collegi.
La trattativa, che a questo punto dovrebbe risolversi prima dell'arrivo della legge in Aula il 30 gennaio, verte sulle soglie.
E per superare le liste bloccate e cercare di evitare una fronda di franchi tiratori, il leader Pd avrebbe strappato l'ok alle primarie facoltative per legge. Mentre è ancora aperta la discussione sulle soglie di accesso, in particolare quella del 5% per i partiti in coalizione, richiesta a gran voce da potenziali alleati come Sel per il Pd e Ncd per Fi.

Nuovo sondaggio sul blog di Grillo - Intanto, il Movimento 5 stelle lancia il secondo sondaggio sul blog di Grillo per interpellare gli iscritti sulla legge elettorale. Dopo la scelta tra proporzionale e maggioritario che ha visto prevalere il proporzionale, oggi gli iscritti certificati votano per il secondo punto, quello che riguarda i collegi. E' possibile scegliere tra: collegio uninominale, collegio unico nazionale o collegio intermedio.
Prende le distanze dalla linea di Grillo, ai microfoni di SkyTG24, il senatore Lorenzo Battista: "Dal momento che Renzi aveva fatto una proposta, i nostri capigruppo potevano iniziare una discussione e un confronto".

M5S: "Presto messa in stato d'accusa di Napolitano" - Ma dal Movimento 5 Stelle arriva anche un'altra iniziativa: l'annuncio della prossima "messa in stato di accusa" del Capo dello Stato Napolitano. "E' una cosa che vedrete presto" ha dichiarando il deputato M5s Giorgio Sorial illustrando la prima di una serie di lettere che verranno inviate al Capo dello Stato per denunciare la presunta violazione della legge e dei regolamenti sull'approvazione di decreti.

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