Berlusconi: "Le riforme sono nostre, non di Renzi"

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Il Cavaliere interviene telefonicamente a un incontro di Forza Italia a Napoli: "Dopo vent'anni di insulti abbiamo trovato un interlocutore nel segretario del Pd". Renzi via Twitter: "Impegni delle primarie rispettati"

La riforma elettorale non è di Renzi ma del centrodestra. A rivendicarlo è lo stesso Silvio Berlusconi nel corso di un intervento telefonico per una manifestazione di Forza Italia a Napoli. "Dopo venti anni di insulti - dice il Cavaliere - forse abbiamo trovato l'interlocutore nel nuovo leader del partito principale che si oppone a noi. Con lui abbiamo avviato un processo di riforme che non sono le riforme di Renzi ma le nostre stesse riforme fin dalla nostra discesa in campo. Alcune sono le riforme che avevamo già approvato in Parlamento e che la sinistra ha cancellato con un referendum sciagurato". Berlusconi ha poi aggiunto: "Ora speriamo di poter andare avanti sulle riforme e faremo di tutto per non rimanere delusi anche questa volta. Troppe volte la generosità del centro destra è stata ripagata con l'odio politico e l'invidia degli avversari".

Intanto il segretario del Pd Matteo Renzi, dal canto suo, ribadisce via Twitter di aver mantenuto l'impegno preso alle primarie: una legge chiara, "che eviti le larghe intese, no diktat dei partitini, che dia una vittoria certa". E aggiunge: nella proposta di legge elettorale le candidature multiple "per adesso non ci sono" ma "non mi ci immolo (come ballottaggio, premio, sbarramenti). Pd, comunque, non farà mai candidature multiple".




Appello agli italiani perché scendano in campo
- Berlusconi ha poi anciato un appello agli italiani perché scendano "nel campo della politica" in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. "Credo - ha detto intervenendo al telefono ad una convention dei giovani di Forza Italia a Napoli - sia dovere di tutti gli italiani di buonsenso che amano la libertà di impegnarsi direttamente e personalmente nel campo della politica. E credo - ha aggiunto - e spero che siano molti gli italiani disposti a farlo. Qualcuno pensa che la politica è sporca ma se continuiamo a farla andare avanti così sarà sempre più sporca. Abbiamo il compito di scendere in campo e l'occasione è già alle prossime europee dove noi pensiamo di avere come moderati la maggioranza del Paese ma i sondaggi ci dicono che ci sono troppi indecisi".

L'obiettivo: fondare 12mila club di Forza Italia - Berlusconi individua in un 40% di indecisi ed in un 20% di elettori grillini "disgustati dai comportamenti dei loro parlamentari" il bacino elettorale cui attingere e per questo spiega l'idea della costituzione di 12 mila club in tutta Italia. Rivolge un appello in particolare ai giovani "perché con il loro entusiasmo e con il sistema antico della catena di Sant'Antonio e con il porta a porta facciano conoscere le nostre idee e i nostri valori a chi è indeciso". "Io ho un sogno, vincere - ha concluso Berlusconi -, che è un sogno difficile ma se lo stesso sogno lo facciamo in molti ci sono molte più probabilità che possa diventare realtà".

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