Giovanni Canzio: "Giudici sottoposti a infamante gogna"

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Il presidente della Corte d'Appello di Milano per l'inaugurazione dell'anno giudiziario loda i magistrati che "agli attacchi personali" hanno risposto con l'arma dell'imparzialità". In Piemonte il Pg Maddalena: "Rischio eversione in ambienti No Tav"

"Agli attacchi personali, al dileggio strumentale, talora alla infamante gogna mediatica e alle minacce cui sono stati sottoposti", i giudici "hanno saputo rispondere" usando "le armi" della "imparzialità". A dirlo, nella sua relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario è il presidente della Corte d'Appello di Milano Giovanni Canzio.

Canzio: "Giudizi imparziali" - Canzio ha voluto dedicare alcuni passaggi ai giudici milanesi che sono "stati oggetto di sommarie e ingiuste accuse di parzialità e di mancata serenità di giudizio, solo perché funzionalmente investiti della definizione di taluni procedimenti a forte sovraesposizione mediatica, per lo spiccato rilievo politico e sociale che li caratterizzava". A questi giudici il presidente ha rivolto parole "di apprezzamento e di gratitudine per il profondo senso del dovere e di appartenenza all'istituzione dimostrato" e perché "alle immotivate censure, agli attacchi personali, al dileggio strumentale, talora la infamante gogna mediatica e alle minacce cui sono stati sottoposti (...) hanno saputo rispondere con sobrietà, umiltà e riservatezza, adoperando le armi della giurisdizione e continuando a giudicare con imparzialità al solo servizio della giustizia e dello Stato". L'anno scorso a Milano tra i vari processi che sono stati celebrati si ricordano quello sul caso Ruby e quello per la vicenda Mediaset.

"Procura non impreparata su Expo"
- Un passaggio della relazione inaugurale dell'anno giudiziario milanese viene dedicato dal presidente della Corte d'appello, Giovanni Canzio, a Expo. L'alto magistrato sottolinea il "fenomeno, di notevole spessore e gravità, delle potenziali condotte illecite di corruzione, malaffare e infiltrazioni mafiose sulle quali sia gli organi investigativi che la Procura della Repubblica non si faranno trovare impreparati perché, già alla vigilia di Expo 2015, stanno agendo con il consueto rigore e prontezza".

"Leggi faraginose sul diritto d'impresa"
- Uno dei passaggi più rilevanti della relazione inaugurale firmata dal presidente della Corte d'Appello di Milano, Giovanni Canzio, è quello in cui il magistrato appare molto critico nei confronti delle scelte legislative sul diritto penale dell'impresa e dell'economia e non risparmia critiche alle autorità che dovrebbero vigilare in questo settore. "Si è assistito negli ultimi anni - scrive Canzio - dopo la controriforma nel 2002 del falso in bilancio e delle false comunicazioni sociali e la proliferazione di leggine farraginose, alla neutralizzazione del diritto penale delle società commerciali e dei mercati finanziari, più in generale del diritto penale dell'impresa e dell'economia".

L'emergenza carceri
- Anche per le carceri del distretto della Corte d'appello di Milano "si conferma l'allarme relativo alla densità della popolazione carceraria, evidenziato dalla pesante distonia fra la capienza regolamentare e l'effettiva presenza (+48,19%)". Canzio ha inoltre sottolineato anche l'importanza delle recenti misure adottate dal Governo, come il cosiddetto Decreto 'svuotacarceri'. La popolazione detenuta straniera in Lombardia è pari al 44 per cento. Una cifra superiore al dato nazionale che si attesta al 35 per cento. Anche per questo motivo, il presidente della Corte di appello di Milano,  Canzio, parla della necessità dello "snellimento della procedura di espulsione dei cittadini extracomunitari, che potrà produrre una più sollecita identificazione e una più celere espulsione degli stessi". Va accolta con "favore dunque - aggiunge Canzio - l'istituzione della figura del garante dei diritti del detenuto, oltre la previsione che il magistrato di sorveglianza accertata la 'sussistenza e l'attualità del pregiudizio', possa ordinare all'amministrazione di porci rimedio, e in caso di inerzia, di adottare provvedimenti di ottemperanza".

Piemonte, rischio eversione in ambienti No Tav
- Apertura dell'anno giudiziario anche a Torino, dove Marcello Maddalena, procuratore generale del Piemonte, ha avvertito che esiste "un'area marginale ma non trascurabile di soggetti anarchici che, operando su un doppio livello, palese e occulto, costituiscono una minaccia per le regole costituzionali del Paese puntando, attraverso atti di terrorismo, all'eversione del sistema democratico".  Il documento di Maddalena si riferisce a quanto accade nell'orbita del fenomeno No Tav: "Si è dovuta registrare - scrive - una ripresa delle attività riconducibili a matrice eversiva che si sono inserite nel più vasto e del tutto legittimo fenomeno". Il magistrato cita in particolare, come "segnale assai inquietante", l'invio di pacchi bomba.

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