Carceri, primo stop al reato di immigrazione clandestina

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Il Senato dà il via libera al ddl: tra i punti la delega al governo per ridisegnare il sistema delle pene e la depenalizzazione dell'ingresso illecito in Italia degli stranieri. Nel testo è prevista anche la "messa alla prova"

Una delega al governo per ridisegnare il sistema delle pene e l'abolizione del reato di ingresso illecito in Italia dello straniero. Sono questi alcuni dei temi affrontati dal ddl approvato martedì 21 dal Senato. Questo, in sintesi, il contenuto del provvedimento che era stato licenziato dalla Camera lo scorso 4 luglio.

Delega al governo per riformare il sistema delle pene -
Le pene diventerebbero: ergastolo, reclusione, reclusione domiciliare, arresto domiciliare, multa e ammenda. Per i reati per i quali è prevista la pena dell'arresto o della reclusione non superiore ai 3 anni si delega il governo a prevedere che questa possa essere sostituita dalla reclusione domiciliare o dall'arresto domiciliare, mentre per i delitti per i quali la condanna va dai 3 ai 5 anni il governo dà la possibilità al giudice di decidere se applicare o meno la reclusione domiciliare. E questo purché risulti la particolare tenuità dell'offesa e la non abitualità del comportamento e senza che sia pregiudicata l'azione civile risarcitoria. Non possono beneficiare delle misure alternative delinquenti abituali, professionali e per tendenza. Né chi non disponga di domicilio idoneo ad assicurarne la custodia.

Braccialetto elettronico e lavoro di pubblica utilità -
In caso di detenzione domiciliare, il giudice può prescrivere l'uso dei braccialetti elettronici. O può applicare anche la sanzione del lavoro di pubblica utilità (per non meno di 10 giorni, da svolgere presso regioni, province, comuni, ass. volontariato).

Trasformazione in illeciti amministrativi di reati puniti con multa o ammenda -
Si dà la delega al governo anche a rivedere la disciplina sanzionatoria trasformando, ad esempio, in illeciti amministrativi i reati per i quali è prevista la sola pena della multa o dell'ammenda. Fanno eccezione, tra gli altri, reati che riguardano ambiente, salute, sicurezza sui luoghi di lavoro, sicurezza pubblica, edilizia, proprietà intellettuale, giochi d'azzardo-scommesse, elezioni e finanziamenti ai partiti.

Abrogazione reato di ingresso clandestini -
Grazie alla mediazione del governo tra le varie forze politiche viene abrogato solo il reato di ingresso illecito in Italia dello straniero. Tutte le altre fattispecie previste dalla Bossi-Fini come, ad esempio, il non ottemperamento all'obbligo di espulsione, restano reato. Commette reato anche chi reitera la condotta dell'ingresso nel nostro paese senza averne i titoli.

Trasformazione in illeciti amministrativi -
Si dovranno trasformare in illeciti amministrativi anche specifici reati (come ad es. delitti in materia di atti osceni e pubblicazioni e spettacoli osceni) e contravvenzioni punite con la pena dell'arresto o dell'ammenda. A questo proposito è stato introdotto al Senato il riferimento a una norma (art.28 D.P.R. n.309/1990) sulle sostanze stupefacenti che riguarda la coltivazione di piante proibite nel territorio nazionale in violazione delle prescritte autorizzazioni.

Adeguamento pianta organiza del Dap -
Si consente di adeguare la pianta organica degli uffici del Dipartimento dell' amministrazione penitenziaria del ministero della giustizia.

Messa alla prova -
Si applica anche agli adulti una misura prevista da tempo per i minori: la messa alla prova. Consiste nell'affidare l'imputato al servizio sociale per svolgere anche lavori di pubblica utilità e attività di volontariato non retribuiti, per non meno di 30 giorni e per almeno 8 ore al giorno. In tale fase si sospendono processo e prescrizione del reato. Se la misura si conclude con esito positivo, il giudice dichiara estinto il reato, restando comunque applicabili le eventuali sanzioni amministrative accessorie. Se l'esito è negativo, scatta la revoca.

Irreperibilità degli imputati -
Si stabilisce il principio di andare avanti con il processo solo nel caso in cui gli imputati siano presenti o decidano di non partecipare.

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