Pd, Cuperlo lascia la presidenza. Renzi: rispetto la scelta

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"Allarmato da una concezione del partito che non può piegare verso l’omologazione" ha detto il presidente. La replica: "Le critiche si fanno, ma si possono anche ricevere". Poi il segretario spiega: "Volevo le preferenze, ma no da Fi. Ora riforme"

Gianni Cuperlo si dimette da presidente del Pd. Lo ha annunciato lui stesso durante la riunione della minoranza, in corso alla Camera, leggendo la lettera che ha inviato al segretario Pd Matteo Renzi per motivare la sua decisione. Una scelta, quella dell'(ex) presidente del Pd che arriva dopo lo scontro con il segretario nel corso della direzione del partito che, con 111 voti a favore e 34 astenuti, ha dato l'ok all'Italicum, il modello proporzionale di riforma elettorale da approvare entro le elezioni europee.
Il confronto si era concluso con l'abbandono di Cuperlo della sede della direzione prima ancora del voto finale sulla proposta di modifica del Porcellum.



Il botta e risposta -
"Mi dimetto perché sono colpito e allarmato da una concezione del partito e del confronto al suo interno che non può piegare verso l’omologazione, di linguaggio e pensiero", ha spiegato Cuperlo.
A stretto giro di agenzia, è arrivata la replica di Renzi: "Siamo il Partito Democratico non solo nel nome, del resto. Un partito vivo, dinamico, plurale, appassionato. Un partito vero, non di plastica. Un partito dove si discute sul serio, non si fa finta. A viso aperto". Il segretario ha poi ricordato le "offese" ricevute dai colleghi di partito: il Pd è una "comunità ampia" e "difficile", dove "ci si può sentire offesi perché uno ti dice che sei livoroso. E dove si può rimanere con un sorriso anche se ti danno del fascistoide" ma resta una "comunità bellissima".



Renzi: "Volevo le preferenze, ma no da Fi" - Renzi è poi tornato sull'argomento all'origine dello scontro, le preferenze, sottolineando: "Lo confesso: sono un sostenitore delle preferenze. Purtroppo sul punto si è registrata una netta ostilità di Forza Italia".




"No al ricatto dei partitini" -
Concetti poi ribaditi a Porta a Porta (video), dove il segretario ha anche replicato alla richiesta di Scelta Civica di abbassare la soglia di sbarramento dell'Italicum. "Con tutto il rispetto, si mette la soglia di sbarramento proprio per evitare il ricatto dei partitini. I partitini si arrabbiano? Si arrangiano". E a proposito del nuovo presidente del partito, "deciderà l'assemblea del Pd. A me piacerebbe che non fosse uno dei miei, del mio giro ristretto". Concetti poi confermati dallo stesso Renzi anche durante l'incontro con i parlamentari del partito, nella serata di martedì 21 gennaio.

Civati: "A Cuperlo la mia solidarietà"
- Le dimissioni di Cuperlo hanno fatto discutere tutto il Pd, a poche ore dall'incontro tra il neosegretario e i gruppi parlamentari. Ai microfoni di Sky TG24 Giuseppe Civati, che aveva sfidato Cuperlo e Renzi alle primarie del Pd, sostiene che le dimissioni del presidente del partito "dopo l'episodio di ieri sera tutti ce le siamo aspettate". "Sarà difficile trovare un presidente adesso. Renzi con le sue battute ne ha fatto fuori due di personaggi" conclude. E il riferimento è all'ex viceministro Fassina (dimessosi proprio per uno scontro con Renzi),secondo cui le dimissioni di Cuperlo, sono "dovute", dopo le "offese" arrivate dal segretario (VIDEO). "C'è un problema di democrazia interna", ha spiegato in serata lo stesso Fassina durante l'assemblea dei gruppi parlamentari.

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