Legge elettorale, Renzi lancia l'Italicum: ecco le novità

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Il segretario presenta il nuovo modello e ottiene l'ok dalla direzione del Pd, nonostante i malumori interni. Premio di maggioranza fino al 55% o, in caso di mancato quorum, ballottaggio. Sbarramento al 5% per i partiti in coalizione. Cambia il Senato

Dopo aver stretto un patto con Silvio Berlusconi e un'intesa di massima con Angelino Alfano, Matteo Renzi supera anche il passaggio della direzione del Pd, imponendo con 111 voti a favore e 34 astenuti l'Italicum, il modello proporzionale di riforma elettorale da approvare entro le elezioni europee. E con la forza dei numeri dentro il partito, il leader Pd blinda l'iter in Parlamento e mette a tacere la minoranza interna (guidata da Cuperlo, che nella giornata di martedì ha annunciato le dimissioni dalla presidenza): "Non è una riforma à la carte, chi pensasse di intervenire a modificare qualcosa manda all'aria tutto".

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Non riserva particolari sorprese, rispetto alle indiscrezioni, il modello illustrato da Renzi, che prevede con il 35 per cento un premio di maggioranza del 18 per cento fino al 55 per cento dei seggi o, in caso di mancato raggiungimento del quorum, il ballottaggio di coalizione. Il sistema prevede un'attribuzione dei seggi su base nazionale, "una modifica allo spagnolo - chiarisce Renzi - per evitare una frattura dentro la maggioranza", con collegi con liste bloccate di 4-5 candidati.
La legge elettorale viene inserita in un pacchetto di riforme che include la trasformazione del Senato in Camera delle Autonomie (non più organo elettivo) e la modifica del titolo V della Carta, con un taglio dei costi degli enti locali.

Ecco le novità:

I collegi - I seggi vengono distribuiti con metodo proporzionale, su base nazionale. Ci saranno circa 120 collegi plurinominali: circoscrizioni piccole di circa 500mila elettori, per l'assegnazione di 4 o 5 seggi. Sulla scheda ci saranno i nomi di tutti i candidati nelle liste, che saranno bloccate ma corte, con criteri di riequilibrio di genere. Il Pd, ha annunciato Renzi, sceglierà i propri candidati con le primarie.

Il premio e il doppio turno - Alla lista o coalizione che riceva almeno il 35% dei voti, viene assegnato un premio di maggioranza del 18%. Ma c'è un limite al numero di seggi che potrà ottenere con tale premio: non oltre il 55% (se ad esempio una lista avrà il 40% dei voti, sommerà un premio del 15%). Solo nel caso in cui nessuno raggiunga il 35% dei voti, si svolge un secondo turno fra le prime due liste o coalizioni di liste. Fra il primo e il secondo turno non sono possibili apparentamenti. Chi vince il ballottaggio, prende un premio di maggioranza che gli assegna il 53% dei seggi. I restanti seggi vengono distribuiti proporzionalmente tra le altre coalizioni.

Le soglie di sbarramento - Per accedere alla Camera le coalizioni dovranno prendere almeno il 12% dei voti. Le singole liste coalizzate dovranno arrivare al 5%, all'8% le liste non coalizzate. Sono previsti criteri contro le 'liste civetta'.

La “clausola di salvaguardia” per il Senato
- Quando arriverà in porto la riforma del bicameralismo, il Senato non sarà più organo elettivo. Ma nel frattempo, nell'Italicum viene inserita una “clausola di salvaguardia” che rende applicabile la legge elettorale anche al Senato. Percentuali, soglie e premio di maggioranza sono le stesse della Camera, ma l'attribuzione dei seggi avviene su base regionale, come prevede la Costituzione.

La riforma del Senato - Con il superamento del bicameralismo perfetto, solo la Camera darà il voto di fiducia al governo. Il Senato diventerà una Camera delle autonomie, con l'eliminazione dell'elezione diretta dei suoi membri e di ogni indennità. In questo modo, i parlamentari si ridurranno da 945 a 630.

La riforma degli enti locali - Con la riforma del Titolo V si eliminerà la materia concorrente tra Stato e Regioni. Torneranno nella competenza statale alcune materie come le reti strategiche di trasporto, l'energia e il turismo. Alla riforma costituzionale si affiancherà l'eliminazione dei rimborsi elettorali per i consiglieri regionali e l'equiparazione dell'indennità dei consiglieri regionali a quella del sindaco della città capoluogo di regione. Verrà condotto a termine il ddl Delrio che “svuota i poteri” delle province.

I tempi - Renzi intende approvare la legge elettorale in via definitiva e le riforme costituzionali in prima lettura entro le elezioni europee del 25 maggio. A questo scopo, la prima lettura della legge elettorale alla Camera dovrà concludersi "entro febbraio". Le bozze delle altre riforme saranno presentate "entro il 15 febbraio".

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