Renzi: "Doppio turno di coalizione". Via libera del Pd

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La direzione approva il testo (111 favorevoli, nessun contraro, 34 astenuti). Prevede il ballotaggio se nessuno degli schieramenti arriva al 35% e niente preferenze. Cuperlo: "La proposta non convince". Apprezzamento di Berlusconi. LA GIORNATA

Il segretario del Pd Matteo Renzi ha presentato alla direzione del suo partito la proposta di riforma elettorale, che lui stesso ha definito "Italicum", concordata sabato scorso con il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi e discussa con altri leader: un sistema a doppio turno di coalizione basato su piccole circoscrizioni con pochi candidati ma senza preferenze. Una proposta giudicata "non convincente" dal presidente del partito, Gianni Cuperlo, ma nella serata del 20 gennaio è arrivato comunque il via libera alla relazione con 111 voti favorevoli, nessun contrario e 34 astenuti.

Doppio turno di coalizione, no alle preferenze - La bozza illustrata da Renzi prevede un doppio turno di coalizione, per cui nel caso in cui nessuna delle due coalizioni raggiunga la soglia minima del 35% (che prevede il premio di maggioranza), le prime due vanno al ballottaggio. A proposito delle preferenze, Renzi ha sottolineato che vi saranno dei collegi plurinominali, per poi chiarire: "Chi oggi immagina, non sempre forte di un bagaglio di preferenze, le preferenze per avere eco mediatica significativa lo può fare ma nell'accordo le preferenze non ci sono. Se toccherà a me due sono gli impegni: le primarie e il vincolo assoluto della rappresentanza di genere".

Soglie si sbarramento - La proposta prevede inoltre una soglia di sbarramento del "5% per chi si coalizza e dell'8% per chi non è in coalizione e del 12% per le coalizioni. Con meccanismo per evitare le liste civetta".

"Primo sì su riforma del Senato a maggio" - Tra gli impegni Pd per i prossimi mesi, Renzi ha citato anche la riforma del Senato. Per quanto riguarda i tempi, "il 15 febbraio - dice Renzi - la segreteria andrà a chiudere il pacchetto della proposta sul superamento del Senato e avremo 20 giorni per discutere con altri partiti. Nella seconda meta di febbraio presenteremo il ddl costituzionale per arrivare all'ok in prima lettura al Senato entro il 25 maggio".

Cuperlo: "Proposta non convincente" - Una soluzione che secondo Gianni Cuperlo "non risulta ancora convincente perché non garantisce né una rappresentanza adeguata, né il diritto ai cittadini a scegliere né una ragionevole governabilità. E' una proposta che si discosta anche dalle tre fatte dal segretario ed io temo che sussistano anche alcuni profili di dubbia costituzionalità".

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