Legge elettorale, sabato il vertice tra Renzi e Berlusconi

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I bersaniani annunciano: "Se si accorda con il Cavaliere sulla riforma il governo cade". Ma i deputati vicini al segretario rispondono: "Mezze minacce che servono a poco". E lui lancia l'hashtag #enricostaisereno

Berlusconi "lo vedo domani pomeriggio (sabato 18 gennaio, ndr) alle 16, alla sede del partito". A dirlo è il segretario del Pd, Matteo Renzi a Le Invasioni barbariche su La 7. Renzi ha svelato anche la composizione delle due delegazioni: "Per Fi ci sarà Berlusconi e Letta zio, con me ci sarà Lorenzo Guerini", il coordinatore della segreteria.

Renzi: "Se si trova un accordo con Fi ci segue anche Alfano" - Il sindaco di Firenze conferma così l'intenzione di cercare un accordo con Forza Italia per la riforma della legge elettorale. "Se si trova un accordo tra Pd e Forza Italia, è probabile che converga anche il Ncd" risponde Renzi alla domanda sui rapporti con Alfano. Sul modello sul quale accordarsi il sindaco di Firenze resta però aperto: "Ci sono quattro modelli di legge elettorale su cui si può trovare l'accordo con tutti, purché si garantisca la governabilità". Paura di Berlusconi? "Mi hanno insegnato male non fare paura non avere. Quelli che hanno governato con lui per 20 anni ora mi dicono di non parlargli, ma io voglio fare le regole con Berlusconi proprio per non fare più governi con Berlusconi, voglio fare le regole con Fi per non trovarmi più al governo con Fi" ha aggiunto il sindaco di Firenze. Infine, ha ribadito fedeltà a Letta lanciando addirittura un provocatorio hashtag #enricostaisereno.

Bersaniani contro incontro Renzi - Berlusconi
- Ma la giornata di venerdì ha visto l'acuirsi dello scontro all'interno del Pd proprio sulla riforma elettorale. "Se domani (sabato, ndr) si chiude il patto Berlusconi-Renzi che esclude tutti gli altri, la maggioranza finisce domani" ha affermato il deputato democratico Alfredo D'Attorre, considerato della corrente bersaniana, conversando con i cronisti a Montecitorio. A stretto giro arriva la risposta di Ernesto Carbone, suo collega di partito, ma di sponda renziana: "Qui è in gioco la credibilità della politica e in questo momento le mezze minacce di D'Attorre servono a poco".

D'Attorre: "Non possiamo resuscitare Berlusconi" - Il bersaniano D'Attorre, ha spiegato ai cronisti che "per fare un accordo con Verdini, non possiamo resuscitare in un solo colpo il Porcellum e Berlusconi". "E sarebbe il caso che Renzi non facesse caricature sullo scontro tra proporzionalisti e anti-proporzionalisti perché nessuno ha proposto il voto col sistema della Consulta". Secondo il deputato "un Pd normale" dovrebbe "partire dalla maggioranza e poi allargare il confronto" mentre è "strano chiudere un accordo con Berlusconi che ha detto che vuole le elezioni anticipate e invece escludere chi è disposto anche a fare le altre riforme, sul Senato e il Titolo V della Costituzione". Il deputato bersaniano ricorda che i "partner della maggioranza sono tutti disponibili a un accordo sul doppio turno di coalizione".



D'Attorre: "Spagnolo è incostituzionale" - Infine non è mancato un affondo sul cosiddetto modello spagnolo. "Lo spagnolo in salsa italica è costituzionalmente e politicamente invotabile" ha detto D'Attorre, aggiungendo che contro lo spagnolo "non sarà una battaglia vigliacca nascondendosi dietro il voto segreto, perché le vigliaccate son state fin troppe, ma una battaglia politica a viso aperto nel gruppo, nelle commissioni, in Aula".

Renziani: "Mezze minacce che servono a poco"
- "D'Attorre sostiene che cade la maggioranza se si fa l'accordo con Berlusconi. Alfredo scommettiamo che invece non sarà così?" è stata la risposta di Ernesto Carbone, deputato renziano, al suo collega. "Capiamo che si preferisca la palude, ma un minimo di senso di realtà suggerirebbe di trovare altri argomenti per cercare di non cambiare la legge elettorale -  ha continuato -  Qui è in gioco la credibilità della politica e in questo momento le mezze minacce di D'Attorre servono a poco". E a D'Attorre risponde su Twitter  Francesco Nicodemo, responsabile comunicazione del partito.

Il Pd balla? Renzi: "A me non sembra" - Fibrillazioni nel Partito democratico che sfiorano anche il segretario. A un giornalista che nel pomeriggio su Twitter gli scrive: "Uh, come balla il Pd", il segretario risponde: "A me non sembra".



Scelta Civica: "Se Renzi chiude con Berlusconi non apre alla maggioranza" - Ma critiche a Renzi sono arrivate anche dagli alleati del Pd di Scelta Civica. "Se Renzi 'chiude' un'intesa sulla legge elettorale con Berlusconi, "vuol dire che non apre con la maggioranza. Si creerebbe così una ben strana maggioranza" ha affermato Stefania Giannini, segretario della formazione centrista. "A quel punto credo che ci sarebbe un ripensamento degli italiani in merito alla novità della cultura politica di Renzi" ha concluso.


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