Renzi: "Io sono leale, ma Letta non si fida di me"

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Il segretario del Pd: "Governo avanti, ma non così". E aggiunge: "Saranno 15 giorni decisivi". Al centro del dibattito politico, la trattativa sul contratto di coalizione e la legge elettorale. Intanto, aumentano le pressioni per un rimpasto di governo

"Il governo andrà avanti per tutto il 2014, ma non così". Dalle pagine del Corriere della Sera (la rassegna stampa del 12 gennaio) il segretario del Pd Matteo Renzi torna a chiedere al governo un cambio di passo. "Sono fedele a Letta, ma serve un'accelerazione" dice. "Vivo l'urgenza come un dramma e mi stupisco che a Roma non se ne accorgano. Il Pd proporrà che il contratto di coalizione non sia un documento scritto in democristianese, ma un file Excel" ("con progetti, tempi, e indicazione di un responsabile"). Sui rapporti con il premier, invece, spiega: "Enrico non si fida di me", ma "sbaglia. Io le cose le dico in faccia". Insomma, "saranno 15 giorni decisivi". E non esclude un colloquio con Berlusconi: "E' il leader del principale partito di opposizione insieme a Grillo. Se serve lo incontrerò".

Che cosa si è fatto in 11 mesi? - Ricapitolando per Renzi "non si rischia nessuna rottura. Ma guardiamo la realtà: la popolarità del governo è ai minimi, non ci sono più le larghe intese, né l'emergenza finanziaria. Se uno mi chiede cosa ho fatto da sindaco in questi undici mesi, so cosa rispondere" però "se mi chiedono cos'ha fatto il governo in questi undici mesi faccio più fatica". Insomma "bisogna governare il Paese. E - assicura il sindaco di Firenze - io voglio dare una mano a Enrico".

Pressioni per un rimpasto di governo - La prossima settimana si preannuncia infatti decisiva per la trattativa sul contratto di coalizione e la legge elettorale. Con distanze nella maggioranza da appianare, nodi da sciogliere e ancora tante incognite. Incluso il possibile rimpasto di governo, con Ncd che frena, il Pd che rinvia a dopo il patto di programma, Sc che auspica un Letta-bis e il presidente del Consiglio che non scarta a priori nessuna ipotesi, spiegano fonti governative.
In quasi nove mesi di vita il governo di larghe intese ha visto dimettersi un ministro, Josefa Idem del Pd, per una polemica sulla sua evasione dell'Imu, schivato quelle di due suoi colleghi di rango - Alfano per la vicenda del rimpatrio della moglie di un noto dissidente kazako e la Guardasigilli Anna Maria Cancellieri per le telefonate alla famiglia Ligresti - e registrato l'addio di un viceministro dell'Economia, Stefano Fassina, del Pd, in aperta polemica con il nuovo corso del partito.

Legge elettorale -  E poi c'è la legge elettorale, il nodo più spinoso. La prossima settimana, probabilmente mercoledì, dovrebbero arrivare le motivazioni della Consulta sul Porcellum, che indicheranno i confini della futura legge elettorale. Allora si farà sul serio. Ncd, non si stanca di ricordare Alfano, è "decisivo" per la vita del governo: non si può ignorarlo. Sulla legge elettorale, come sull'agenda 2014: "Se ci propongono i matrimoni gay - ribadisce - cade il governo".

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