Cialente a Sky TG24: "Il governo mi ha abbandonato"

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Dopo la nuova inchiesta per presunte tangenti sugli appalti della ricostruzione post-sisma, il sindaco dimissionario dell'Aquila, non indagato, spiega: "Un primo cittadino azzoppato non serve. Non ho più la forza di immagine per difendere la città"

"Confermo le dimissioni, non posso tornare indietro". Lo dice Massimo Cialente, ormai ex sindaco de  l'Aquila, a Sky TG24. "Il governo mi ha abbandonato. Se non vado via non si capisce quello che sta succedendo", spiega, e dice: "Un sindaco azzoppato non serve". Anche se "abbandonare adesso vuol dire far passare l'idea che abbia delle responsabilità". E ribadisce: "Devo andare via", perché "non ho più la forza di immagine per difendere la città". Cialente non è coinvolto dagli scandali ma il Comune è stato investito nei giorni scorsi da una nuova inchiesta per presunte tangenti sugli appalti della ricostruzione post-sisma. Gli interrogatori di garanzia cominceranno domani, lunedì 13 gennaio.

L'intervista




Nel quadro dell'inchiesta sono finiti ai domiciliari Pierluigi Tancredi, ex assessore di Forza Italia ed ex consigliere comunale di Pdl, al quale il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, affidò per un breve periodo la salvaguardia dei beni costituenti il patrimonio artistico della città; Vladimiro Placidi, all'epoca dei fatti, tra il 2009 e il 2011 assessore comunale alla Ricostruzione dei beni culturali; Daniela Sibilla, dipendente del Consorzio dei beni culturali e "braccio destro" di Tancredi; Pasqualino Macera, già funzionario responsabile Centro-Italia della Mercatone Uno spa. Il vice sindaco dimissionario del capoluogo, Roberto Riga, è solo indagato. Al centro dell'inchiesta l'impresa Steda spa, di Daniele Lago, imprenditore di Bassano del Grappa, indagato, secondo l'accusa aggiudicataria di alcuni appalti dietro dazioni.

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