Renzi: "Entro otto mesi nuovo codice del lavoro"

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Il segretario del Pd presenta i contenuti del Jobs Act: un contratto di inserimento a tutele crescenti e un assegno universale per chi perde il lavoro. Sulla legge elettorale: "Pronto a incontrare tutti, purché si chiuda"

La riforma del lavoro con il Jobs Act, la nuova legge elettora e l'abolizione del bicameralismo.  Nella sua newsletter periodica Matteo Renzi torna a puntare su questi tre punti ed entra nel dettaglio di quelle che saranno le proposte che il Pd avvanzerà dalla prossima settimana.
Ma intanto potrebbe svolgersi già nelle prossime ore l'atteso incontro tra il segretario democratico e il premier Letta.

"Entro otto mesi nuovo codice del lavoro" - Per quanto riguarda il Jobs Act, il sindaco di Firenze sintentizza in alcuni punti su cosa verterà:"Semplificazione delle norme. Presentazione entro otto mesi di un codice del lavoro che racchiuda e semplifichi tutte le regole attualmente esistenti e sia ben comprensibile anche all'estero". Nel pacchetto di riforme sull'occupazione, continua Renzi, ci saranno anche un processo ""verso un contratto di inserimento a tempo indeterminato a tutele crescenti", un "assegno universale" per chi perde il lavoro e un'agenzia unica federale che coordini i centri per l'impiego.

Riduzione della tipologia dei contratti
- Il segretario del Pd inoltre propone una riduzione delle varie forme contrattuali (al momento sono oltre 40), "che hanno prodotto uno spezzatino insostenibile". Sul fronte sindacale il sindaco di Firenze propone il varo di una legge sulla rappresentanza sindacale sul modello tedesco. E' necessaria, scrive Renzi , una "legge sulla rappresentatività  sindacale e presenza dei rappresentanti eletti direttamente dai lavoratori nei Cda delle grandi aziende".

Renzi: "Non si investe per paura" - "Certo ci saranno polemiche, resistenze - scrive Renzi - Ma pensiamo che un provvedimento del genere arricchito dalle singole azioni concrete e dalla certezza dei tempi della pubblica amministrazione possa dare una spinta agli investitori stranieri. E anche agli italiani. Oggi stimiamo in circa 3.800 miliardi di euro la ricchezza finanziaria delle famiglie italiane. Insomma, ancora qualcuno ha disponibilità di denari. Ma non investe perché ha paura, perché è bloccato, perché non ha certezze", ha sottolineato.

Job act aperto a contributo di tutti - Ma il job act, prosegue il segretario del Pd, resta un libro aperto ai contributi di tutti. "Gli spunti che trovate in questa enews saranno inviati domani ai parlamentari, ai circoli, agli addetti ai lavori per chiedere osservazioni, critiche, integrazioni. Dunque non è un documento chiuso, ma aperto al lavoro di chiunque. Anche vostro" scrive Renzi. Detto questo, ha chiarito, "non sono i provvedimenti di legge che creano lavoro, ma gli imprenditori. La voglia di buttarsi, di investire, di innovare. L'Italia puo' farcela, ma deve uscire da questa situazione di bella addormentata nel bosco. Deve rompere l'incantesimo. Per farlo c'e' bisogno di una visione per i prossimi anni e di piccoli interventi per i prossimi mesi".

Riforma elettorale: "Vedo tutti purché si chiuda"
- Riguardo alla riforma del Senato, Renzi propone che il progetto di legge parta proprio da Palazzo Madama. "Noi andiamo in riunione dai senatori del Pd il prossimo 14 gennaio - sostiene il sindaco di Firenze - Ci guardiamo in faccia. E a loro chiediamo di presentare il disegno di legge costituzionale per cambiare il Senato, trasformandolo in Camera delle Autonomie". Sulla legge elettorale aggiunge poi: "Mi dicono: ma vedrai Berlusconi? E Grillo? E Alfano? Sono pronto a incontrare tutti, purché si chiuda su una cosa che serva agli italiani. Se deve essere il modo di perdere tempo e prendere un caffè, lo prendo con i miei amici che mi diverto di più".

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