Renzi: "Mai chiesto rimpasti, non voglio mettere pedine"

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Il segretario del Pd in un colloquio con la Stampa smentisce la richiesta di un rimpasto di governo: “Quella parola non l’ho mai pronunciata e mai la pronuncerò”. Poi prende le distanze da Letta e Alfano: "Niente in comune con loro". RASSEGNA STAMPA

Il giorno dopo lo sfogo di Davide Faraone, responsabile Welfare della segreteria del Pd, Matteo Renzi getta acqua sul fuoco. Lo fa nel corso di un colloquio con il quotidiano La Stampa, nel quale sottolinea che lui la parola “rimpasto” non l’ha mai pronunciata: “E mai la pronuncerò”.
“Rimpasto è una parola che mi fa senso - dice il sindaco fiorentino al quotidiano torinese - non voglio mettere pedine, chiedo solo che si cambi stile”. Quello di Faraone dunque è stato solo uno sfogo di pancia secondo Renzi che al tempo stesso difende però le parole del responsabile Welfare perché - spiega Renzi- “ha detto quello che pensano il 99% degli italiani”.

La rassegna stampa di Sky TG24:



“Niente in comune con Letta e Alfano” - E le precisazioni del sindaco-segretario continuano: con Letta e Alfano non ho niente in comune, sono totalmente diverso. E' vero - dice - loro sono più giovani di chi li ha preceduti ma io non voglio essere accomunato a loro e non ho mai fatto accordi con loro. Alfano è stato portato al governo da Berlusconi, Letta invece da D'Alema. L'analisi dell'esecutivo è secca: se Letta fa va avanti, se invece si fanno marchette e si passa dalle larghe intese all'assalto alla diligenza allora non va bene.

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