Appello di Letta: no alla politica dell'urlo

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"L'unica ricetta possibile per uscire dalla crisi è andare all' essenziale delle cose, senza fronzoli o retorica" dice il premier. Poi fa una valutazione di etica politica affermando la necessità di recuperare "il rispetto per l'avversario"

Basta con le aggressioni verbali e le urla. Enrico Letta chiede che si torni alla "politica del dialogo e del rispetto per l'avversario". Lo fa senza nominare direttamente Beppe Grillo, che pure lunedì 23 è stato oggetto di alcuni suoi strali per il modo in cui attacca Giorgio Napolitano. L'occasione è la visita a Camaiore, in provincia di Lucca, dove il premier è andato per ricordare la figura del giornalista e politico Pierantonio Graziani, da lui definito "uno dei modelli politici della mia gioventù".

Tornare alla sobrietà - "In tempi come quelli che stiamo vivendo, di crisi anche della politica, credo che l'unica ricetta possibile per uscirne sia andare all'essenziale delle cose, con assoluta sobrietà e semplicità, senza fronzoli o retorica" aggiunge Letta. "Pierino - continua il presidente del Consiglio chiamando Graziani col nome con cui era conosciuto a Camaiore, paese dove l'ex senatore Dc viveva e dove aveva anche ricoperto, negli anni '80, la carica di consigliere comunale - ha lasciato un chiaro messaggio: la semplicità in politica, l'attenzione alle cose essenziali e che contano davvero. Io ho avuto la fortuna di crescere con il suo esempio, essendo di Pisa. Negli anni in cui lui era consigliere comunale a Camaiore io ero consigliere comunale a Pisa". E ancora: "Questi valori oggi sembrano fuori moda, ma credo che una risposta alla crisi della politica possa essere proprio rivalutare questi concetti portati avanti da Graziani: sobrietà, andare dritti all'essenziale, alla profondità delle questioni, senza retorica, senza fronzoli. In un tempo di crisi della politica, questa credo sia l'unica ricetta possibile".

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