Dl salva-Roma, salta la norma sui comuni "no-slot"

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Via libera della commissione Bilancio di Montecitorio al decreto. Cancellato anche lo stop alla possibilità di recesso dagli affitti per i palazzi istituzionali. In Aula alla Camera approvato il ddl che sostituisce le Province con le assemblee dei sindaci

Via libera della commissione Bilancio della Camera, in nottata, al decreto salva-Roma. Cancellate le norme riguardanti i tagli per i Comuni che combattono il fenomeno delle slot-machine e lo stop alla possibilità di recesso dagli affitti per i palazzi istituzionali. Soppresso anche l'articolo che consentiva la deroga al patto di stabilità per le province e quello che stanziava risorse per una bonifica di Brindisi per 25 milioni appena finanziata con la legge di stabilità.

Via alcuni commi su Roma riguardanti ipotesi di liberalizzazione della gestione dei rifiuti. Resta invece il comma che prevede la possibilità connessa alla vendita delle aziende. I lavori della commissione si sono conclusi oltre le 2:15. Alle tre è stato trasmesso a firma del presidente della commissione, Francesco Boccia, alla presidente Boldrini, il mandato al relatore. Lunedì alle 12 il testo sarà in Aula e dovrà poi tornare al Senato.

Sul fronte delle Province inoltre l'aula della Camera ha approvato nella sera di ieri 21 dicembre il disegno di legge sulle Province e le città metropolitane con 277 voti favorevoli e 11 contrari di Sel. Non hanno partecipato al voto in segno di protesta la Lega Nord, Forza Italia e il Movimento 5 Stelle. Il ddl del ministro Delrio (che ora va al Senato) trasforma i consigli provinciali in assemblee di sindaci (eliminando stipendi a giunte e consiglieri), istituisce 9 città metropolitane e regola la fusione dei comuni.

Dopo tanti anni di attesa, un passo avanti enorme per semplificare i livelli amministrativi del
Paese ed essere più vicini a cittadini ed imprese" ha commentato su Facebook il ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio a proposito del ddl.

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