Renzi: "La politica deve tagliare se stessa"

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Il segretario del Pd si dice d'accordo con il M5S che protesta contro la norma affitti d'oro. Sulla legge elettorale afferma: "Non tengo fuori Grillo e FI". E sul tema lavoro propone: "Maggiore flessibilità in uscita ma 2 anni di sussidio"

Parla di legge elettorale ("non tengo fuori Grillo e Forza Italia"), dei costi della politica, della Bossi-Fini ("la cambieremo, lo assicuro") e di lavoro ("serve maggiore flessibilità in uscita"). E' un Matteo Renzi a tutto tondo, quello ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa. Affronta i temi caldi del dibattito politico e, non da ultimo, dice di appoggiare la battaglia a Montecitorio del M5S contro la norma affitti d'oro.
"Su questo hanno ragione. Nessuno ha il monopolio delle buone idee", dice a proposito della protesta dei grillini durante la discussione del decreto salva-Roma (sul quale il governo ha posto la fiducia). "Non vedo perché alla Camera - aggiunge - non si debba fare qualche sacrificio ed accettare di avere uffici un po' più piccoli".

Renzi: la politica tagli se stessa - Il movimento Cinque stelle, continua, "non è un movimento fascista, sono sfascisti" e "in 3 o 4 decidono tutti tra loro perché molti, invece, ci vorrebbero dare una mano" aggiunge il segretario democratico. Renzi ribadisce poi di essere d'accordo su alcune battaglie dei cinque stelle, come il no agli affitti d'oro, ma osserva: "In altre occasioni, come nelle votazioni sull'abolizione delle province, i deputati del M5S entravano e uscivano dall'Aula agli ordini di Brunetta cercando di far mancare il numero legale".
Tornando poi ad invitare i grillini a sottoscrivere la proposta del Pd sui tagli dei costi della politica e la trasformazione del Senato in camera delle Autonomie, afferma: "La politica deve innanzitutto tagliare se stessa, se non dà una sforbiciata non facciamo niente. Il ddl province, che ha avuto il primo ok è un primo passo. Un segnale immediato con un risparmio di 160 milioni di euro".

Legge elettorale: non tengo fuori Fi e Grillo - Il sindaco affronta anche il nodo della legge elettorale. Non ha dubbi: "Sono certo che ce la facciamo". E precisa: "Io le regole del gioco le voglio fare con tutti non voglio tenere fuori Fi e Grillo. Quando la legge elettorale
l'hanno fatta da soli, come il Porcellum, hanno fatto schifo".

Lavoro: maggiore flessibilità in uscita e 2 anni di sussidio -
Conferma inoltre che il piano sul tema lavoro sarà presentato a gennaio, ma anticipa un tema del dibattito: la necessità di 2 anni di sussidio di disoccupazione.  "Oggi solo un lavoratore su tre ha la Cig, gli altri si attaccano al tram. Abbiamo il 12,7% di disoccupazione. Io penso ad una maggiore flessibilità in uscita, ma lo Stato deve garantire una indennità per i primi due anni di disoccupazione per mantenere la famiglia e un sistema serio di formazione professionale".

Infine, fa una promessa ai tre milioni di elettori delle primarie (LO SPECIALE): "Ci hanno detto che questa è l'ultima occasione di cambiare l'Italia, se non ce la facciamo siamo dei codardi e dei vigliacchi e io non voglio essere codardo e vigliacco di fronte a occhi miei figli".

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