Finanziamento ai partiti, come cambiano le regole. SCHEDA

1' di lettura

I cittadini potranno destinare il 2 per 1000 delle loro tasse ed effettuare donazioni fino a 300mila euro. Possibile detrarre le somme donate. Dal 2 per mille potranno arrivare massimo 45 milioni l'anno

Basta soldi dello Stato ai partiti. Via a un sistema basato sulle donazioni dei cittadini. E' l'effetto del decreto sull'abolizione del finanziamento pubblico diretto, varato il 13 dicembre dal Consiglio dei ministri. A decorrere dall'anno finanziario 2014, ciascun contribuente potrà destinare il 2 x 1000 dell'Irpef a un partito politico che abbia uno statuto che garantisce trasparenza nella gestione e regole per la democrazia interna. Dal 2017, quindi, la vita delle forze politiche dipenderà soltanto dalle erogazioni dei privati.

Il testo del dl riproduce, con alcune correzioni, il ddl approvato dalla Camera ad ottobre (in attesa della seconda lettura al Senato), con i voti della maggioranza Pd-Pdl-Sc,  l'astensione di Sel e il no di M5S. VIDEO

Abolizione dei finanziamenti
- Via i rimborsi elettorali e i contributi dello Stato ai partiti a titolo di cofinanziamento. La soppressione sarà totale dal 2017, al termine di tre anni di regime transitorio. Nel 2014 infatti i finanziamenti pubblici verranno ridotti del 25%, nel 2015 del 50% e nel 2016 del 75%. I risparmi di 27,4 mln nel 2015.

2 per 1000 - Dal 2014 ciascun contribuente può destinare il 2 per mille dell'Irpef a un partito. Se non si indica alcun partito, i fondi non vanno agli altri, ma restano allo Stato.

Donazioni - C'è un tetto alle erogazioni dei cittadini: è di 300 mila euro l'anno (200 mila per associazioni e società) e comunque non oltre il 5% dei proventi del partito (il 15% in via transitoria nel 2014, il 10% nel 2015). Se si supera la soglia, è prevista una sanzione pari al doppio dell'eccedenza. I partiti potranno promuovere raccolte fondi via sms.

Detrazioni - Dal 2014 è in vigore un sistema di detrazioni sulle donazioni alle forze politiche: il 37% tra 30 e 20.000 euro annui e il 26% tra 20.001 e 70.000 euro. Per le società la percentuale è il 26% tra i 50 e i 100 mila euro. I cittadini potranno poi detrarre il 75% delle spese per la partecipazione a scuole o corsi di formazione politica (fino a 750 euro l'anno).

Cassa Integrazione
- Ai dipendenti dei partiti si potranno applicare contratti di solidarietà e cassa integrazione.

Trasparenza e democraticità - Per accedere ai finanziamenti i partiti dovranno iscriversi a un registro nazionale, dotandosi di uno statuto con requisiti di democraticitò e trasparenza, che dovranno pubblicare sul proprio sito. Dovranno poi sottoporsi ai controlli di una Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti. I rendiconti dovranno essere certificati da una società iscritta all'albo. La Commissione potrà applicare sanzioni.

Partiti ammessi - Accedono alle detrazioni i partiti con un eletto in Parlamento o in consiglio regionale o che abbiano avuto candidati in tre circoscrizioni. Al 2 per mille accede chi abbia almeno un parlamentare eletto sotto il proprio simbolo.

Parità di accesso - Se nelle liste uno dei due sessi è rappresentato in misura inferiore al 40%, le risorse spettanti al partito sono ridotte dello 0,5% per ogni punto percentuale inferiore. Sanzioni anche per i partiti che non destinano il 10% delle somme ricevute con il 2 per mille a iniziative per la partecipazione attiva delle donne in politica.

Leggi tutto