Napolitano congela le urne: no polemiche, il voto è lontano

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Il Paese sta vivendo "un clima che non è esattamente di fiducia" dice il capo dello Stato. Critica il "frastuono" del dibattito politico "così dannatamente sempre elettorale" e apre a una possibile riforma del Senato per correggerne le "ridondanze

Nessuno evoca il movimento dei forconi, tantomeno le richieste e gli appelli che Beppe Grillo lancia all'indirizzo dei vertici di polizia e carabinieri affinché l'attuale classe dirigente non venga più difesa dalle forze dell'ordine. Ma Giorgio Napolitano non vuole che si alzi bandiera bianca di fronte al clima di disfattismo che si respira sempre più forte. "Un mood", come lo chiama lui quando prende la parola nella Sala Koch del Senato, che non deve avere diritto di cittadinanza in un Paese che intende uscire dalle secche della crisi. "E' un clima che non è esattamente un clima di fiducia. Dobbiamo sapervi reagire", scandisce parlando dal palco, senza che il suo intervento sia stato programmato.

Tagliare corto su ridondanze bicameralismo - Reagire con un colpo di reni, dando un segnale di vitalità che porti alla riapertura della stagione di riforme. Il Presidente ci torna su, riprendendo la sua riflessione dei giorni scorsi sul bicameralismo perfetto. Crea "ridondanze", ripetitività, blocca il processo legislativo. E' da qui che bisogna iniziare: "Sono convinto che sia possibile tagliare le ridondanze e qualificare in modo nuovo ed essenziale il Senato". Come è avvenuto altrove, in Europa. E' il caso della Francia e della Gran Bretagna, dove la Camera Alta ha saputo rinnovarsi senza rinunciare alla propria natura. Napolitano chiede esplicitamente una nuova stagione di riforme, e questo vuol dire una cosa sola: che le speranze di andare alle elezioni anticipate, nutrite da una parte del mondo politico, dovranno restare limitate alla fase onirica.

Stop al frastuono delle polemiche - Ci vuole, semmai, "riflessione e scambio di opinioni sui problemi, al riparo dal frastuono delle polemiche elettoralistiche". Un "dannato frastuono", sbotta Napolitano - di solito non uso a mandate maledizioni - fomentato dalle costanti polemiche di sapore elettoralistico. "Polemiche sempre elettorali, anche quando non ci sono elezioni dietro l'angolo, per quanto sia di moda invocarle in ogni momento". Qui i riferimenti all'attualità, nella trasversalità della politica, possono essere molteplici.

Matteo Renzi intanto annuncia che le sue segreterie saranno alle 7 del mattino. Commenta sornione Sandro Bondi, seduto sugli scranni di Forza Italia: "Renzi non può non sottoscrivere un accordo programmatico che consenta a Enrico Letta di prolungare il suo mandato fino alla conclusione del semestre europeo".

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