Pd, l'ora delle primarie. Sfida tra Renzi, Cuperlo e Civati

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Seggi aperti dalle 8 alle 20 di domenica 8 dicembre. Forti del ripensamento di Romano Prodi, che andrà ai gazebo, i tre sfidanti cercano di scongiurare il flop, prevedendo 2 milioni di partecipanti. LA CRONACA DELL'ULTIMA GIORNATA DEI CANDIDATI

La cronaca della giornata

Su un punto Matteo Renzi, Gianni Cuperlo e Pippo Civati sono d'accordo: nella sfida delle primarie per la scalata del Pd nulla è deciso. Ma se i sondaggi danno per favorito il “rottamatore”, moltissimo dipenderà dal numero dei votanti e dalle percentuali con cui sarà eletto il nuovo leader (LO SPECIALE PRIMARIE). Forti del ripensamento di Romano Prodi, che andrà ai gazebo, i tre sfidanti cercano di scongiurare il flop, prevedendo 2 milioni di partecipanti.
Si vota domenica 8 dicembre dalle 8 alle 20 in oltre mille gazebo presenti su tutta Italia (L'INFOGRAFICA SU COME E DOVE SI VOTA). "Ora o mai più, questa è davvero l'ultima occasione per cambiare tutti insieme l'Italia", è l'ultimo appello di Renzi che spera di ottenere la forza per incidere dentro il Pd e anche dentro il governo.

Qualche stoccata, nessun affondo - L'ultima giornata di battaglia congressuale è segnata, come da rito, da polemiche e accuse incrociate pur in un clima che, comunque, non ha mai raggiunto nell'ultimo mese temperature roventi. Pippo Civati, che resta senza benzina prima di arrivare al suo ultimo comizio, chiede l'intervento di Guglielmo Epifani denunciando da parte del comitato di Cuperlo la violazione della privacy per telefonate a migliaia di iscritti. Il candidato ex Ds respinge le accuse ed evita accuse ai rivali, fedele all'impegno che, in caso di sconfitta, eviterà polemiche e sarà "al servizio dell'unità del partito".

Renzi: “Il Pd vuole tornare a vincere” - Il sindaco di Firenze, pur chiamando alla partecipazione più larga, non mette invece in conto la sconfitta, determinatissimo a vincere per segnare uno spartiacque "radicale" nel Pd. "Il Pd vuole tornare a vincere, non siamo più interessati ai premi della critica", sostiene il “rottamatore” che ha già annunciato che, se sarà il capo dei dem, non farà accordi con nessuno dei suoi grandi elettori per definire la segreteria del partito. Una svolta che anche Cuperlo vuole imprimere, sostenendo che "il ventennio va chiuso a destra, ma va chiuso anche sul nostro lato e deve cominciare un ciclo nuovo, diverso".

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