Porcellum bocciato. Napolitano: "Superare il proporzionale"

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Dopo la decisione della Consulta, il capo dello Stato sottolinea l'urgenza di una riforma e difende la legittimità del Parlamento in carica. Renzi: "Così si torna alla legge della prima Repubblica". Braccio di ferro tra Camera e Senato

Il giorno dopo la bocciatura del Porcellum da parte della Corte Costituzionale, nel dibattito politico si inserisce il presidente Napolitano che, da una parte sottolinea la legittimità del Parlamento in carica, mentre dall'altra ribadisce l'urgenza di varare una riforma della legge elettorale.

Napolitano: "Superare il proporzionale" -Dopo la decisione della Consulta, sottolinea Napolitano, "è divenuto imperativo dare espressione ad una volontà tesa a ribadire il già sancito superamento del sistema elettorale proporzionale, avvenuto nel 1993, ed insieme operare alcune modifiche istituzionali riguardo il numero dei parlamentari e il sistema del bicameralismo paritario". Il presidente della Repubblica ricorda poi che "la Corte Costituzionale espressamente si riferisce al Parlamento attuale dicendo che esso può ben approvare in qualsiasi momento una nuova legge elettorale. E non mette in dubbio la continuità nella legittimità del Parlamento".

Legge elettorale tra i punti del discorso di Letta - La riforma della legge elettorale sarà anche tra i punti qualificanti del discorso di mercoledì del premier Enrico Letta alle Camere.  Il presidente del Consiglio, prima di pronunciarsi ufficialmente, aspetta le motivazioni della Corte ma la convinzione è che a questo punto la politica non abbia più alibi: un'intesa sulla riforma va trovata al più presto, spiegano fonti di governo, evitando un intervento per decreto del governo che comunque in qualche modo, assicura il ministro Gaetano Quagliariello, è pronto ad intervenire. Ma quale riforma? Su questo il dibattito è più che aperto, tra chi prefigura il ritorno al Mattarellum e chi teme quello del sistema proporzionale.

Il fantasma del ritorno al proporzionale
- Per il candidato alle primarie del Pd Matteo Renzi la sentenza della Consulta porta al ritorno "della legge elettorale della prima Repubblica". Sembra essere infatti proprio un proporzionale, l'effetto della decisione della Corte di dichiarare illegittimi il premio di maggioranza senza soglia e le liste bloccate. E anche se bisognerà aspettare le motivazioni della sentenza per capire meglio, l'opinione prevalente tra i partiti è che con il 'Porcellum decapitato' non si possa tornare a votare, per il rischio di nuova ingovernabilità.
D'altra parte Angelino Alfano chiarisce di non aver mai "aperto al doppio turno" e non gradisce, spiegano fonti di Ncd, neanche il Mattarellum corretto da un premio di maggioranza. C'è, certo, l'accordo sulla necessità di conservare il bipolarismo. Ma la formula non è stata ancora trovata. E se ne inizierà a parlare sul serio, spiegano, solo dalla prossima settimana, quando sarà chiaro chi è il nuovo segretario del Partito democratico.

Braccio di ferro tra Camera e Senato
- Ma un fronte di scontro interno alla maggioranza si apre anche sul metodo. Perché se Renzi insiste sulla necessità di portare l'esame della legge dal Senato alla Camera, Alfano bolla la questione come "speciosa" e il suo partito chiede con forza che resti al Senato, nel timore che alla Camera sul tema si creino maggioranze 'parallele' tra Pd e M5S. Ma intanto la conferenza dei capigruppo di Montecitorio fa la sua mossa e dà il via all'esame della legge. La presidente Laura Boldrini chiede infatti alla I commissione di incardinare la riforma con procedura d'urgenza. E spiega che si attiverà con il presidente del Senato Pietro Grasso per le necessarie "intese".
Non appena la commissione della Camera prenderà in carico la legge elettorale, infatti, si dovrà decidere una volta per tutte quale ramo del Parlamento debba occuparsene per prima. Il ministro Dario Franceschini anticipa a Grasso la questione. Ma lo stesso presidente del Senato si era già detto disponibile a passare la palla alla Camera, di fronte allo stallo del Senato.

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