Porcellum sotto esame, la Consulta in Camera di Consiglio

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L'incostituzionalità della legge elettorale al vaglio dei giudici. E spunta un patto tra Letta e Renzi: abolizione del Senato e doppio turno alla francese. Polemica di Forza Italia sui senatori a vita: "Non hanno i meriti"

E' cominciato alla Consulta l'esame delle questioni di legittimità poste sulla legge elettorale in vigore. Martedì 3 dicembre i giudici della Corte costituzionale hanno ascoltato in udienza pubblica l'esame del caso fatto dal relatore Giuseppe Tesauro e dai giudici che hanno illustrato le ragioni dei promotori di un'azione contro la Presidenza del Consiglio e il  ministero dell'Interno davanti al Tribunale di Milano, e sul quale la Corte di Cassazione ha chiesto l'intervento della Corte Costituzionale.
Al centro del ricorso, il premio di maggioranza della legge elettorale, che è assegnato a chi prende più voti senza fissare un quorum minimo prestabilito e le liste bloccate, predeterminate dai  partiti, che non consentono le preferenze.

La questione di merito potrebbe essere rimandata a gennaio
- Si potrebbe dunque arrivare a una sentenza rapida e definitiva. Ma pesa sempre sulla Corte la spada di damocle del possibile rinvio a gennaio, tanto temuto da Matteo Renzi, per concedere così ancora qualche settimana di vita al Porcellum. Rinvio che darebbe ancora un po' di tempo al Parlamento, per provare a uscire dalle secche dello stallo sulla riforma e che fornirebbe ai partiti l'occasione di evitare di venire travolti dalla "rabbia" dei cittadini che, avverte Pietro Grasso, rischia di riversarsi su di loro.
Se infatti uno o più giudici chiederanno un approfondimento, la Corte si aggiornerà per riaffrontare il caso alla ripresa dei lavori dopo la pausa natalizia. Prima data utile il 14 gennaio, quando è fissata una Camera di consiglio per l'ammissibilità del referendum sul taglio dei tribunali. In quell'occasione, sempre se non deciderà già oggi, la Consulta potrebbe riprendere la discussione, valutando contestualmente se i quesiti posti su premio di maggioranza e liste bloccate siano ammissibili e poi il merito.

Tre i possibili effetti - A seconda della scelta che i giudici faranno nel merito - fermo restando che qualunque opzione è vincolata dalla necessità di lasciare comunque in vigore una legge elettorale applicabile - si potranno avere tre possibili effetti: un proporzionale con liste bloccate, un proporzionale con voto di preferenza o un ritorno alla precedente legge, il cosiddetto Mattarellum, uninominale con una quota proporzionale del 25%.

Via il Senato e doppio turno come in Francia - Intanto, sui quotidiani in edicola emergono le prime indiscrezioni sul futuro della riforma della legge elettorale. Un piano che prevedrebbe "l'abolizione del Senato e doppio turno di collegio come in Francia. Ecco il vero caposaldo su cui verrà edificato il patto che consentirà al governo di andare avanti fino alla primavera del 2015". Secondo quanto scrive Repubblica, questo accordo non prevedrebbe solo un asse tra Matteo Renzi (candidato alla segreteria del Pd - vai allo speciale primarie 8 dicembre), ma anche l'Ncd di Angelino Alfano e Scelta Civica.

Polemica di Forza Italia sui senatori a vita
- Ma mentre si attende la pronuncia della Corte sulla legge elettorale, una nuova polemica anima il dibattito politico. E' quella innescata da Forza Italia, dopo che in Giunta delle elezioni, i senatori Casellati e Malan  hanno posto la questione sulla sussistenza dei requisiti previsti per la convalida dei senatori a vita nominati in agosto da Napolitano, chiedendo un rinvio per l'acquisizione della documentazione necessaria, non considerando "sufficienti" i loro meriti.

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