Porcellum all'esame della Consulta, mercoledì la discussione

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Il dibattito della Corte sulla questione di costituzionalità sollevata sulla legge elettorale inizierà alle 9.30. Grasso: "Senza accordo rabbia anti-partiti. Pronto a sostenere il trasferimento del tema alla Camera"

La discussione della Corte Costituzionale sulla questione di costituzionalità  sollevata sulla legge elettorale inizierà meroledì 4 dicembre alle 9.30. Lo hanno reso noto fonti della Corte, dopo che martedì 3 dicembre al Palazzo della Consulta è iniziata l'udienza pubblica sulla legge elettorale. Al centro del ricorso contro la legge, figurano il premio di maggioranza senza la fissazione di un quorum minimo prestabilito e l'abolizione delle preferenze determinato dalle liste elettorali bloccate dei partiti.

Grasso: "Senza accordo rabbia anti-partiti" -
Intanto sulla riforma della legge elettorale è intervenutoa anche il presidente del Senato, Piero Grasso che avverte: "I gruppi parlamentari non riescono a trovare un accordo politico, dimostrando di non sentire la marea montante di una rabbia che si riverserà, più forte di prima, contro tutti i partiti". E aggiunge: "Se lo stallo dovesse continuare, nonostante i recenti sviluppi politici, non esiterò un attimo a sostenere il trasferimento di questo tema alla Camera dei deputati".

Il primo passo mosso nel 2009 - L'approdo in Consulta della legge elettorale ha alle spalle una vicenda giudiziaria di ricorsi e bocciature, alla cui base c'è l’insistenza di un avvocato 79enne, Aldo Bozzi, che ha deciso di portare avanti la battaglia. Nel novembre 2009, in qualità di cittadino elettore, Bozzi cita in giudizio la Presidenza del Consiglio e il ministero dell'Interno davanti al Tribunale di Milano, sostenendo che nelle elezioni politiche svoltesi dopo l'entrata in vigore della legge 270/2005, il cosiddetto Porcellum, e nello specifico nelle elezioni del 2006 e del 2008, il suo diritto di voto era stato leso, perché non si era svolto secondo le modalità fissate alla Costituzione - ossia voto "personale ed eguale, libero e segreto (art. 48) e "a suffragio universale e diretto".

Dalla Cassazione alla Corte Costituzionale - Nel giudizio sono intervenuti ad adiuvandum, cioè a sostegno della posizione di Bozzi, 25 cittadini elettori. Il 18 aprile 2011 il Tribunale di Milano ha rigettato l'istanza, giudicandola manifestamente infondata. Bozzi ha fatto ricorso in appello e il 24 aprile 2012 la Corte d'appello di Milano lo ha respinto, motivando che il principio del voto uguale per tutti è da intendersi in senso formale, ossia che nell'urna ogni voto ha lo stesso valore. E' seguito il ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, prima sezione civile, non ha preso una decisione, ma con un'ordinanza interlocutoria nella quale segnala numerosi aspetti critici della legge elettorale, il 17 maggio scorso ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale.

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