Incontro Letta-Napolitano, fiducia al governo l'11 dicembre

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Dopo il faccia a faccia tra capo dello Stato e premier, il ministro Franceschini annuncia la data in cui l'esecutivo si presenterà alle Camere. Renzi: "Se vinco, partecipo a riunione del Pd prima del voto". Slitta ancora la riforma della legge elettorale

Il voto di fiducia al governo, dopo l'uscita dalla maggioranza da parte di Forza Italia, si terrà mercoledì 11 dicembre. Acomunicarlo è stato il ministro per i Rapporti con il parlamento Dario Franceschini, dopo aver parlato con i presidenti delle due Camere. La notizia arriva pochi minuti dopo il colloquio tra Napolitano e Letta, in cui - si legge in una nota del Colle - "si è convenuto sulla opportunità di un sollecito passaggio parlamentare che consenta di prospettare indirizzi e contenuti dell'attività di Governo, segnando la discontinuità intervenuta tra la precedente e la nuova maggioranza, esigenza sottolineata in particolare dalla delegazione parlamentare di 'Forza Italia' nel corso dell'udienza del 28 novembre scorso. Tale passaggio non può che assumere i caratteri di un dibattito sulla fiducia".

Renzi: "Se vinco, partecipo a riunione gruppi Pd per decidere fiducia" - E se Forza Italia ribadisce la uscita dalla maggioranza, Matteo Renzi, candidato alla segreteria del Pd, dice: "Mi auguro che l'otto dicembre (data delle primarie democratiche, ndr) siano tanti. A mezzogiorno del 9 dicembre, se vinco, annuncio la squadra della segreteria. E, a sera, partecipo alla riunione dei gruppi parlamentari per decidere l'atteggiamento da tenere al voto di fiducia".



Legge elettorale, nuovo rinvio - Intanto, in Parlamento, si è assistito all'ennesimo rinvio in tema di riforma elettorale mentre si attende che sia la Corte costituzionale, convocata in udienza il 3 dicembre sulle eccezioni di costituzionalità del Porcellum, a dire la sua.
Il 2 dicembre si sarebbe dovuta riunire la commissione Affari costituzionali del Senato per votare l'ordine del giorno presentato dal leghista Roberto Calderoli per ripristinare il Mattarellum, ma dopo il rinvio già deciso giovedì scorso, anche oggi si è deciso di fare slittare la riunione alla prossima settimana, cioè dopo la riunione della Consulta e le primarie del Pd. Vani dunque gli appelli del presidente Napolitano affinchè la politica trovi un accordo prima della riunione della Corte.

Pd: "Siamo all'ennesimo rinvio" - Intanto, in casa Pd, il fronte dei renziani torna a premere perché la discussione venga spostata dal Senato alla Camera. "E' ormai chiaro che il tentativo di avviare la riforma elettorale dal Senato, come ripetutamente  preannunciato nei mesi scorsi, ha fatto flop. Siamo all'ennesimo rinvio. Ora passi subito alla Camera, non c'è più tempo da perdere"  dicono i deputati del Partito democratico Michele Anzaldi, Luigi Bobba, Lorenza Bonaccorsi, Federico Gelli ed  Ernesto Magorno. "Mentre il vicepresidente della Camera, Roberto Giachetti -  spiegano i deputati - prosegue da quasi 60 giorni il suo sciopero della fame, purtroppo al Senato va avanti lo stallo totale. Si sono  persi mesi, il preannunciato accordo non è mai arrivato, è continuata la solita melina che va avanti dal 2011".

Gli aut aut di Quagliariello e Franceschini - Già la settimana scorsa il governo, con i ministri Quagliariello e Franceschini, avevano dato l'aut aut al Parlamento: decidano i partiti, il senso, o interverrà il governo con un ddl. A questo punto, secondo fonti di maggioranza, è probabile che la riforma elettorale venga spostata dal Senato alla Camera, proprio come chiede da tempo Renzi.
Su questo punto anche la presidente della Camera Boldrini, ha ribadito la "disponibilità della Camera a far tornare qui il provvedimento, anche alla luce del fatto che era stata la Camera per prima ad approvare la procedura d'urgenza". Boldrini ha invitato tutti i gruppi a riflettere su una possibile azione comune, e si e' detta disponibile a veicolare un'eventuale richiesta in tale direzione.

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