Letta: "Basta tagli e tasse o Grillo va al 51%"

1' di lettura

Il premier, da Berlino, ribadisce che ora è il momento della crescita. "No ad ayatollah del rigore" aveva detto poco prima all'assemblea di Federcasse. E sulla stabilità del governo: "Dopo la scissione del centrodestra Berlusconi non è più un pericolo"

"Se si continua con tasse e tagli Grillo avrà la maggioranza". Lo ha detto il presidente del Consiglio Enrico Letta in un convegno organizzato dal quotidiano tedesco Suddeutsche
Zeitung a Berlino. Sull'attuale maggioranza, il premier si dice certo che Berlusconi non sia più "un pericolo" perché dopo la scissione del nuovo centrodestra "c'è una chiara maggioranza" e ora "sono più forte". E ha aggiunto: "Sono qui dopo 7 mesi di grande instabilità, resisterò". E su Matteo Renzi: "Siamo amici e lavoreremo insieme", anche perché "credo che il Pd abbia imparato la lezione" sul fatto che non dobbiamo dividerci.
Sulla situazione economica Letta ha osservato: "L'Italia è fuori dal periodo peggiore della crisi; abbiamo presentato la legge di bilancio e per la prima volta le cifre dicono che l'anno prossimo ci sarà una discesa del debito", il deficit sarà sotto il 3%, unico Paese Ue insieme alla Germania a riuscirci, e che sempre nel 2014 ci sarà la ripresa.

Letta: "No ad ayatollah del rigore, ora crescita" - Nella giornata del 22 novembre, nel suo intervento all'assemblea di Federcasse, Letta aveva già criticato le politiche del rigore. "Sul fronte europeo per alcuni ayatollah del rigore questo non è mai abbastanza, ma di troppo rigore l'Europa finirà per morire e le nostre imprese finiranno per morire". D’altra parte, secondo il presidente del Consiglio, "sul fronte interno troppi pensano che si possa fare deficit e debito. Sono due fronti che vanno in direzione sbagliata". "Noi siamo in mezzo e non è facile avere spalle solide per reggere - ha spiegato il premier - abbiamo bisogno di alleati dentro e fuori per far capire che il rigore è alle spalle e la crescita deve essere basata su conti in ordine".

"Unione bancaria dell'Ue è fondamentale" - Per il presidente del Consiglio, uno dei pilastri su cui deve poggiare la politica del rilancio economico del Continente è l'Unione bancaria che l'Italia ha più volte chiesto venga approvata senza slittamenti dal Consiglio Ue di dicembre nonostante le perplessità tedesche. "L'Unione bancaria si può completare senza bisogno di cambiamenti dei trattati ed è fondamentale perché l'assenza di strumenti di difesa è un elemento di vulnerabilità del sistema che non ci possiamo permettere", ha proseguito Letta all'assemblea di Federcasse. La Banca centrale europea, infatti, ha dimostrato grazie anche alla "guida autorevole" di Mario Draghi di affrontare con determinazione la crisi e ha calmato le turbolenze "ma non possiamo chiedere alla Bce di svolgere compiti che non sono i suoi. Non possiamo chiedere che si occupi di crescita e investimenti".

Leggi tutto