Decadenza Berlusconi, Alfano: "Battaglia fino in fondo"

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Il vicepremier assicura una dura opposizione in Senato. Confermato per il 27 il voto. Grasso respinge la richiesta del centrodestra di una nuova riunione del Consiglio di presidenza della giunta. Bondi accusa: "Partigiano"

Il voto sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi è stato confermato dalla conferenza dei capigruppo per mercoledì 27 novembre, sempre che (come previsto) entro martedì sera l'aula di Palazzo Madama licenzi la legge di Stabilità in prima lettura.

Il presidente Grasso ha respinto la richiesta avanzata dalle file del centrodestra di una nuova convocazione del Consiglio di Presidenza per affrontare la questione delle violazioni del regolamento durante la camera di consiglio della giunta per le elezioni (sotto accusa l’attività sui social network dell’esponente 5 stelle Vito Crimi). "Non si ravvisano gli estremi per una nuova convocazione" "su una questione già dichiarata formalmente chiusa il 6 novembre, in assenza di proposte di natura disciplinare a seguito dell'informativa resa dal Presidente" ha fatto sapere Grasso.

Una decisione che è valsa al presidente del Senato le dure accuse del senatore di Forza Italia Sandro Bondi."Lei presidente Grasso - ha detto Bondi - non ha dimostrato di essere sopra le parti ma partigiano e ha dimostrato di non avere mai smesso le vesti e lo stile di magistrato". E Forza Italia promette battaglia in Aula. Assicura una dura contrapposizione alla decadenza di Berlusconi anche il Nuovo centrodestra di Angelino Alfano. "Sulla decadenza non ci muoveremo di un millimetro. In Aula faremo battaglia fino in fondo". Alfano avrebbe anche dato il via libera alla presentazione di odg o pregiudiziali contro la decadenza, ma sottolineando che il voto non avrà riflessi sul governo.

Plaude alla scelta di non rinviare il voto su Berlusconi invece il segretario del Pd Guglielmo Epifani. "Oggi la conferenza dei capigruppo e il presidente Grasso hanno confermato il 27 novembre come data per il voto sulla decadenza. Mi sembra una scelta di buon senso e non è vero che da noi si sia cercata un'accelerazione” ha detto Epifani. "Una legge che prevede, dopo la condanna definitiva, l'applicazione di alcune sanzioni, va rispettata. Anche perché - ha concluso Epifani - in 32 casi quella legge è stata applicata e non si capirebbe perché la retroattività dovrebbe valere per gli altri e per un parlamentare no".


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