Datagate, Letta: privacy degli italiani non è stata violata

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Il premier in una informativa alla Camera: “Escludo che vi sia stato uno scambio massivo di dati di cittadini, così come l'esistenza di accordi che consentano l'acquisizione da parte di terzi di dati relativi alle comunicazioni nazionali”

I servizi segreti italiani non hanno mai partecipato a programmi messi in atto dall'intelligence statunitense o britannica per sorvegliare i cittadini, né le comunicazioni del governo o delle ambasciate italiane sono state compromesse, ha detto in Parlamento il premier Enrico Letta riferendo sul caso Datagate. "Non risultano compromissioni delle comunicazioni dei vertici del governo né delle nostre ambasciate", ha detto Letta durante un'informativa alla Camera.
"Né risulta che la privacy dei cittadini italiani sia stata violata da attività condotte da organismi informativi nazionali o da queste svolte in collaborazione con servizi di intelligence stranieri", ha aggiunto il premier.

Lo scandalo Datagate - Nei mesi scorsi alcuni media, basandosi sulle rivelazioni dell'ex collaboratore dell'Nsa americana Edward Snowden, hanno parlato del programma "Prism" - in grado di monitorare massicciamente i "metadati", cioè i dati identificativi delle comunicazioni di milioni di utenti - della sorveglianza messa in atto su alcune ambasciate straniere e delle intercettazioni delle comunicazioni di capi di governo di paesi alleati, tra cui il cancelliere tedesco Angela Merkel.
Un altro programma di sorveglianza, il cosiddetto "Tempora", sarebbe stato invece attuato dai servizi segreti britannici – in accordo con agenzie di intelligence di altri paesi – attraverso l'accesso ai cavi delle comunicazioni internazionali.

Letta: “Escludo scambio di dati italiani” - "Escludo che vi sia stato uno scambio massivo di dati di cittadini italiani, così come l'esistenza di accordi che consentano l'acquisizione da parte di terzi di dati relativi alle comunicazioni nazionali", ha detto Letta in aula.  Nelle scorse settimane i vertici dell'intelligence italiana hanno sottolineato che mentre le comunicazioni nazionali, e dunque interne, non sono state compromesse, dubbi permangono su quelle internazionali, e in particolare verso gli Stati Uniti.



“Mai chiesto a 007 italiani di partecipare a Prism e Tempora” - "I servizi italiani non hanno partecipato a Prism e Tempora" anche perché non gli è mai stato richiesto e comunque non sarebbe stato possibile, sulla base dell'ordinamento italiano. L'unica proposta giunta all'intelligence italiana era relativa al controllo di cittadini non italiani, ha detto il premier, ma è stata declinata.
"Vi garantisco che continueremo a seguire con la massima attenzione l'evoluzione del Datagate", ha detto ancora Letta, che nei giorni scorsi ha riferito sulla questione al Copasir, la commissione parlamentare di controllo sui servizi segreti. Per il premier italiano la "minaccia cibernetica è in cima alla lista delle priorità" dell'intelligence italiana.

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