Governo Letta, con scissione Pdl numeri più risicati

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Dopo la separazione tra Alfano e Berlusconi e la nascita del Nuovo Centrodestra, l'esecutivo potrà contare dell'appoggio certo di chi ha seguito il vicepremier. Epifani: "Scelta che fa chiarezza". Casini: "Dal Cavaliere segnale di debolezza"

E ora occhio ai numeri. La scissione tra Alfano e Berlusconi viene seguita con grande attenzione del governo, in primis dal premier Enrico Letta, che può contare sull'appoggio esplicito del vicepremier, convinto che il governo deve durare almeno altri 12 mesi.
Alfano ha chiesto una nuova legge elettorale, una legge di stabilità senza ulteriori tasse, più attenzione ai temi come crescita e lavoro.

E dopo l'intervento di Berlusconi (che non ha chiuso definitivamente la porta al suo ex delfino) e quello dello stesso Alfano (determinato nell'andare avanti con l'appoggio all'esecutivo), anche gli altri partiti stanno a guardare, con Casini che giudica l'uscita di Berlusconi una "prova di debolezza", mentre il segretario Pd Epifani parla di una "scelta che fa chiarezza che mette il governo nelle condizioni di operare meglio e in maniera più efficace".

Ciò che è certo è che la maggioranza, in caso di decadenza dell'ex premier diminuirà nei suoi numeri, ma probabilmente - è questo l'auspicio del governo - dovrebbe essere puntellata e rafforzata da un nuovo patto che garantisca solidità politica all'esecutivo.

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