Pdl a un passo dalla rottura. Berlusconi cerca la mediazione

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Falchi e colombe sempre più divisi. I governativi non prendono in considerazione il testo preparato dai mediatori del partito. Fitto: "Non si può stare al governo con chi vota decadenza". Cicchitto: "Strade si possono anche separare"

Una mediazione continua quella in corso nel Pdl ed in particolare a Palazzo Grazioli dove Silvio Berlusconi ha concluso la serata di giovedì impegnato in riunioni permanenti dopo una giornata passata a trattare con lealisti e governativi per trovare un'intesa.

Ipotesi comitato di garanzia - Secondo l'agenzia di stampa Ansa l'ex premier avrebbe aperto ad Alfano sulla possibilità di tenere un ufficio di presidenza prima del consiglio nazionale. Ipotesi poi sfumata vista la rigidità di entrambe le correnti. Se i governativi aspettano risposte dal Cavaliere, anche a via del Plebiscito si aspetta di conoscere la posizione degli alfaniani alle ultime offerte fatte loro. Una delle idee era quella di procedere alla creazione di un comitato di garanzia e poi convocare un ufficio di presidenza per cambiare lo statuto. Proposta però che non piace ai governativi che insistono per due coordinatori.

Partito sul filo della rottura - Dall'altro lato i lealisti fanno muro alla proposta di scindere la decadenza del Cavaliere dalla tenuta del governo, respingendo al mittente anche l'idea di prevedere nero su bianco la "nascita" di 2 coordinatori con poteri di firma. Insomma mediazione complicata e partito sul filo della rottura che, se le cose dovessero precipitare, potrebbe essere ufficializzata nelle prossime ore.

Alfaniani respingon bozza dei mediatori
- L'ultimo testo elaborato in tarda serata dai mediatori, intanto, non è stato ancora preso in considerazione - si apprende dagli ambienti degli 'alfaniani' - innanzitutto perché non è stato 'validato' né autorizzato dal Cavaliere. Inoltre, fanno presente le stesse fonti, il testo non scioglie completamenteì il nodo del rapporto tra governo e decadenza. Al momento i governativi si sono dati appuntamento per venerdì, in attesa di una parola definitiva da parte di Berlusconi. Ma - spiega un'altra fonte - tutta la componente vicina ad Alfano è determinata ad andare avanti e, in assenza di chiarimenti da parte di Berlusconi e dei 'lealisti', non intende affatto compiere passi indietro.

Fitto: "Impossibile stare al governo con chi vota decadenza"
- Sul tema della decadenza è tornato Raffaele Fitto, che, intervenendo nella mattinata di venerdì a Omnibus su La7, ha sostenuto che "non è accettabile che si sta al  governo con un partito che vota la decadenza a Silvio Berlusconi". "Mi auguro che, se c'è l'interesse a sostenere il governo, non ci si ponga il problema solo dalla parte del Pdl-Fi - ha sottolineato Fitto -. La questione la giriamo al Pd: la responsabilità è tutta del Pd, perché avrebbe dovuto porsi il problema che per compiere un  percorso politico insieme nell'interesse del Paese bisogna avere un atteggiamento serio e responsabile".



Cicchitto: "O passa appoggio al governo, o ognuno per la sua strada"
- A Fitto risponde indirettamente Fabrizio Cicchitto, secondo cui o passano le condizioni dettate da Angelino Alfano - ovvero  restare al governo anche in caso di decadenza di Silvio Berlusconi e  garantire "posizioni diverse" in un partito "ormai diviso politicamente"- oppure, "per quanto mi riguarda, è meglio che ognuno vada per sua strada".

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