Cancellieri: "Non ho mentito al Parlamento"

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Lettera aperta del ministro per rispondere alle polemiche sul caso Fonsai-Ligresti: "Viene messa in discussione la mia integrità morale". Si riapre il caso nel Pd. Cuperlo: "Valuti con Letta condizioni per andare avanti". Ma il premier conferma la fiducia

"Non ho mentito, né ai magistrati, né al Parlamento"; "Nessuna interferenza vi è stata rispetto alla vicenda processuale, credo di averlo spiegato in modo chiaro e ripetuto". E ancora: "Sono di nuovo riportate in modo insistente notizie sul mio comportamento in relazione alle vicende collegate all'arresto di Salvatore Ligresti e dei suoi figli".
Si apre così la lettera aperta (qui il pdf dall'Ansa) del ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri. Il Guardasigilli ha infatti deciso di rispondere per iscritto alle polemiche sul caso Fonsai-Ligresti. Una lettera, per fornire chiarimenti e precisare di non aver mentito al Parlamento durante l'intervento in Aula del 5 novembre (le foto - la cronaca della giornata). Precisazioni, quelle di Cancellieri, che arrivano dopo nuove indiscrezioni emerse dai quotidiani e che hanno riaperto il dibattito all'interno del Partito democratico.

Napolitano e Letta blindano il ministro - Nel lasso di tempo che intercorre tra le nuove polemiche e la diffusione della lettera aperta, si collocano i contatti con il Quirinale e Palazzo Chigi per valutare la situazione. Napolitano riceve il Guardasigilli, poi in una nota auspica "l'ulteriore pieno sviluppo dell'azione di governo avviata" in particolare sulle carceri. Letta la incontra in mattinata per un colloquio chiarificatore a latere del Consiglio dei ministri e nel pomeriggio fa sapere che la sua fiducia non cambia rispetto a quanto già espresso il 5 novembre, quando il ministro riferì alle Camere. E non a caso Cancellieri non fa un passo indietro. Salvo dichiarare al Gr1: "Dal primo giorno ho detto che se sono di peso avrei fatto un passo indietro".

"Viene messa in discussione la mia integrità morale" - "Si sostiene - scrive invece il ministro nella lettera aperta - che io abbia omesso di riferire circostanze rilevanti o peggio che abbia mentito al Parlamento il 5 novembre scorso. Si sostiene che abbia riferito circostanze non vere al Pubblico Ministero che mi ha ascoltato il 22 agosto scorso a seguito della intercettazione di una mia conversazione con la compagna di Salvatore Ligresti. Mi si accusa, in sostanza, di essere venuta meno ai miei doveri di ufficio e di aver addirittura tenuto un comportamento infedele nei confronti delle Camere. Non è più, dunque, solo questione che riguardi l'opportunità di alcuni miei comportamenti o l'appannamento della mia immagine. Viene, invece, messa in discussione la mia integrità morale, il mio onore e la mia fedeltà alle Istituzioni. Sono, dunque, costretta a tornare di nuovo su una storia che ritenevo di aver definitivamente chiarito. Non ho mai nascosto la mia lunghissima amicizia con Antonino Ligresti. L'ho riferito al Pubblico Ministero che mi ha sentito e l'ho detto in Parlamento lo scorso 5 novembre".

Cuperlo: ministro valuti dimissioni - Intanto, però, si riapre il caso Cancellieri all'interno del Pd. Alla voce di Renzi ("avrebbe fatto bene a dimettersi") e a quella di Civati ("serve un'assemblea dei deputati per decidere sulla sfiducia") si aggiunge quella del terzo candidato alle primarie dell'8 dicembre Gianni Cuperlo che chiede al ministro di valutare se mantenere l'incarico, dopo che il 14 novembre i media hanno pubblicato nuove intercettazioni sui suoi rapporti con la famiglia di Salvatore Ligresti, ex patron di Fonsai. "Io penso che, alla luce di quello che sta accadendo, sia utile che il ministro stesso con il presidente del Consiglio verifichi se ci sono ancora le condizioni per andare avanti con serenità nel suo ruolo di guardasigilli", ha detto Cuperlo nel corso della trasmissione Coffee break del canale tv La7.

Il caso Ligresti - Ligresti e i suoi figli sono stati posti in arresto per un buco in bilancio sulla società, oggi acquisita da Unipol, per circa 300 milioni di euro. Secondo alcuni media, dai tabulati dei telefoni del ministro e del marito emergerebbe un rapporto costante con la famiglia Ligresti durante tutta la vicenda.
Il prossimo 20 novembre è previsto il voto di sfiducia individuale su una mozione contro il ministro presentata dal Movimento Cinque Stelle. Il 3 settembre scorso Giulia Ligresti ha poi patteggiato due anni e otto mesi di reclusione oltre ad una multa e alla confisca di polizze assicurative e quote di una società.

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