Alfano: "Non aderiamo a Forza Italia. Pronti nuovi gruppi"

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L'ex segretario annuncia la scissione del Pdl. Nasce il Nuovo centrodestra. "Noi amici di Berlusconi. Lo sosterremo dal governo" afferma. Fitto. "Atto gravissimo". Formigoni: siamo 33 al Senato e 27 alla Camera. Schifani si dimette da capogruppo al Senato

"Mi trovo qui per compiere una scelta che non avrei mai pensato di compiere. Non aderire a Forza Italia. Questa mia scelta nasce dal fatto che queste settimane mi hanno dato la riprova di quanto abbiano prevalso le forze più estreme all'interno del nostro movimento politico". E' con queste parole che Angelino Alfano ha annunciato la scissione del Pdl. Una spaccatura preceduta da giorni di tensione in vista del Congresso Nazionale del partito previsto per sabato 16 novembre. Durissimo Raffaele Fitto, che ha puntato il dito contro l'ex segretario del partito e ha parlato di "atto gravissimo".

Pdl, è scissione - E' fallita dunque la mediazione. Alfano, in trincea tutto il giorno, insieme ai ministri del Pdl per cercare di evitare alle proprie condizioni la scissione, ha sbattuto la porta ai lealisti. Il partito, ha dichiarato, è in mano agli estremisti. L'unica soluzione è la separazione. Un addio, quello dell'ex delfino al Cavaliere, che si è consumato dopo cinque anni di rapporto strettissimo, anche se altalenante. Era il 2008 quando Berlusconi lo volle al ministero della Giustizia. Angelino Alfano aveva solo 38 anni.

Nasce il Nuovo centrodestra - Quello stesso Alfano è stato invece l'autore dello strappo annunciato nella serata di venerdì 15 novembre contemporaneamente alla nascita di nuovi  gruppi parlamentari. "Noi siamo con entrambi i piedi piantati nel centrodestra e per questo i gruppi si chiameranno 'Nuovo  centrodestra" ha affermato l'ex segretario.  Che ha poi voluto precisare: "Sento fortissimo il bisogno di ribadire che in questi 20 anni non abbiamo sbagliato speranze, ideali e persona. Siamo amici del presidente Berlusconi a cui ribadiamo amicizia e sostegno. Lo sosterremo all'interno del governo a iniziare da una giustizia più giusta e dall'abbassamento delle tasse".

Formigoni: siamo 33 al Senato 27 alla Camera - Ed è intervenuto anche il senatore del Pdl Roberto Formigoni che ha annunciato che "ovviamente non parteciperemo al Consiglio nazionale domani (sabato 16 novembre, ndr). Non c'è scissione perché il partito non c'è più, siamo 33 al Senato e 27 alla Camera" (VIDEO). E, ai microfoni di Otto e mezzo su La7 ha aggiunto: "La proposta dei ministri era stata accolta da Berlusconi poi è stata bocciata dai falchi".

Schifani si dimette da capogruppo Senato - Primo effetto della scissione del partito,  la scelta di dimissioni del presidente dei senatori del Pd Renato Schifani: "Dopo aver preso atto della costituzione del nuovo gruppo al Senato, nato da una costola del Pdl, ritengo doveroso rassegnare le mie dimissioni da presidente del gruppo del Popolo della Libertà a Palazzo Madama". E ha lasciato anche il vicecapogruppo al Senato Giuseppe Esposito, che in un messaggio pubblicato su Facebook spiega agli elettori di "riconoscersi nel messaggio di Berlusconi, ma non nella sua soluzione".
Maurizio Lupi ha invece parlato di fatica per la scelta fatta. E, lasciando la riunione dei governativi del Pdl, ha affermato: "E' con grande sofferenza e grande dispiacere che andiamo verso la formazione di gruppi autonomi. Abbiamo lavorato per l'unità del nostro partito, sul sostegno al governo" (VIDEO). Di diverso tono le affermazioni del fedelissimo di Silvio Berlusconi, Raffaele Fitto: "Da Alfano è venuto un atto gravissimo contro la sua stessa storia e contro Silvio Berlusconi, i nostri programmi e i nostri elettori. Il vero popolo di centrodestra giudicherà".

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