Nel Pd si riapre il caso Cancellieri

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Le nuove intercettazioni sul caso Ligresti agitano le acque nel Partito democratico. In vista del voto in Aula sul Guardasigilli di mercoledì 20, Civati chiede un'assemblea dei deputati sulla sfiducia

Due settimane fa il Pd ha confermato la fiducia ad Annamaria Cancellieri (le foto - la cronaca della giornata), ma i malumori nel partito per quelle telefonate del ministro della Giustizia alla famiglia Ligresti non si sono sopiti (i video). E dei maldipancia che avevano accompagnato la linea del Pd si era già fatto portavoce Matteo Renzi quando, a Servizio Pubblico, aveva criticato Gugliemo Epifani per avere difeso Cancellieri.
Ma ora, con la mozione di sfiducia dell'M5S nei confronti del Guardasigilli in arrivo in Aula alla Camera (si vota mercoledì 20 novembre, ndr) il caso rischia di esplodere di nuovo nel Partito democratico. Da più parti è stata chiesta una discussione, e possibilmente un voto, tra i deputati, un'istanza raccolta dal capogruppo Roberto Speranza intenzionato, a quanto si è appreso, a convocare un'assemblea a ridosso del passaggio della mozione alla Camera.

Civati: il Pd voti - La lettura dei giornali in edicola il 14 novembre (la rassegna stampa), con le nuove intercettazioni tra Cancellieri e Antonino Ligresti, hanno dato nuovi argomenti a chi fin dal primo momento ha sostenuto la necessità di dimissioni del Guardasigilli. "Chiedo che il gruppo del Pd voti questa decisione al suo interno", è partito all'attacco Pippo Civati, e "siccome oltre a me anche Renzi ha fatto capire di volere le dimissioni del ministro, e siccome lui conta su una larga schiera di deputati i 'suoi' e i fassiniani, i veltroniani, i lettiani, i franceschiniani che lo sostengono), è probabile che la decisione passi". Per una discussione tra i deputati e un voto vincolante sono anche i renziani. "Si deve pronunciare il gruppo e si deve votare. Poi la decisione si rispetta", ha assicurato Ernesto Carbone, il deputato che per primo uscì allo scoperto chiedendo al ministro di lasciare il suo scranno. In difficoltà anche molti giovani deputati, entrati alla Camera con le primarie. Come Alessia Morani, una delle animatrici del gruppo dei 'non allineati' e ora schierata con Renzi. "Voto con il Pd, ma Cancellieri deve dimettersi", ha spiegato in un videoforum con la Stampa.

La mozione di sfiducia al ministro della Giustizia arriva in Parlamento proprio a ridosso della decisione dell'Aula del Senato sulla decadenza di Silvio Berlusconi. A palazzo Chigi, però, si chiude la porta a qualsiasi tentativo di riaprire la partita sul ministro. Valgono - riferiscono fonti dell'esecutivo - le parole pronunciate da Letta la settimana scorsa.

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