Legge elettorale, nuovo stallo dopo bocciatura doppio turno

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La proposta di Pd, Sel e Scelta Civica non è passata per i voti contrari di Pdl e Lega e per l’astensione dei grillini. I partiti torneranno a incontrarsi in Commissione mercoledì 20 novembre. Mentre si attende la decisione della Consulta sul Porcellum

Nuovo nulla di fatto sulla legge elettorale, dopo la bocciatura di misura dell'ordine del giorno di Pd, Sel ed Sc che prevedeva il doppio turno di coalizione. La proposta ha ricevuto 11 voti a favore(Pd, Sel e Sc) 10 contrari (Pdl Lega e Gal) e non è passata per le decisive 4 astensioni (che al Senato valgono come un voto contrario) dei grillini e del gruppo Autonomie.

I partiti, su richiesta dei Dem,  si sono presi qualche giorno di tempo. Tutti in pausa fino a mercoledì della prossima settimana, quando in un ufficio di presidenza della commissione si decideranno le prossime tappe della riforma. Sperando che, dopo il Consiglio nazionale del Pdl, si capirà qualcosa di più sul fronte delle dinamiche interne al partito di Berlusconi.
Mentre nel Pd si dovrà riflettere sull'ipotesi avanzata dal leghista Roberto Calderoli (e che avrebbe l'ok di Sel ed Sc) di ripristinare come “clausola di salvaguardia” il vecchio  Mattarellum. Intanto Matteo Renzi, che dice no a un “Super-Porcellum”, avanzerà la propria proposta alla Camera sul modello dei sindaci.


I tempi della riforma, dunque, si allungano ancora e si avvicina così anche la data del 3 dicembre, quando la Consulta potrebbe pronunciarsi sulla legittimità del Porcellum. Una "dead line" che il capo dello Stato ha chiesto di non superare domandando uno sforzo ai partiti. Di fronte a un impasse conclamata non è nemmeno escluso che il governo prenda un'iniziativa diretta.

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