Letta a Berlusconi: "Cupio dissolvi non serve a nessuno"

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Il premier da Malta risponde al Cavaliere: "Se non si separa la decadenza dalla vita del governo c'è solo un avvitamento della crisi". Nella conferenza stampa parla di immigrazione: "Serve una politica europea". Alfano: "Non possiamo accogliere tutti"

Enrico Letta risponde da Malta a Silvio Berlusconi che in un'intervista domenica 10 è tornato a paventare la possibilità di togliere la fiducia al governo in caso di sua decadenza.  "Capisco che ci sono delusioni ma il cupio dissolvi non porta a niente" ha spiegato Letta parlando con i cronisti a margine della sua visita con il premier maltese. Bisogna guardare al 2014, a "tutto il 2014 con la legge di stabilità che deve dare i suoi effetti: mischiare due vicende (governo e decadenza, ndr) non porta da nessuna parte, l'ho sempre detto anche a Berlusconi", ha aggiunto il premier tornando a sottolineare che "se non si separano, non c'è guadagno per nessuno ma solo un avvitamento della crisi". Su questo "sono molto determinato" ha proseguito.

Sul Porcellum pronti al decreto, ma solo su richiesta del Parlamento
- Letta ha poi parlato anche della riforma elettorale, spiegando che il governo sarebbe pronto a varare un decreto per superare il Porcellum, ma solo su eventuale sollecitazione del Parlamento. "La legge elettorale è compito del parlamento e mi aspetto che il parlamento dia una risposta", ha spiegato il presidente del Consiglio commentando l'editoriale di domenica di Michele Ainis sul Corriere della sera in cui si invocava un intervento dell'esecutivo. "E' evidente che il governo può intervenire per decreto se il parlamento chiede un intervento di urgenza", ha sottolineato, "fare un decreto contro il parlamento sarebbe una cosa ai limiti della forzatura istituzionale. Se il parlamento lo ritiene opportuno, lo chieda e sono pronto a ragionare. Il Porcellum è il male assoluto e metto il governo a disposizione del parlamento, non contro o si creerebbe un corto circuito istituzionale". Certo "va trovata una soluzione" e "sarebbe meglio se il Senato lasciasse un segno prima della Consulta", ha sottolineato Letta. "Per quanto mi riguarda non ho nessuna intenzione di prendere tempo o perdere tempo", ha assicurato.

Riforme istituzionali passeranno comunque per referendum
- Per quanto riguarda invece le riforme istituzionali, il premier Letta non teme che un'eventuale spaccatura del Pdl possa metterne in dubbio l'approvazione. "E' stato previsto comunque il referendum finale, anche se superassimo i due-terzi", ha spiegato il premier rispondendo ai cronisti. "E' una riforma che elimina il bicameralismo, riduce il numero dei parlamentari e cambia il titolo V della Costituzione", ha ricordato, "è un passo talmente importante che è giusto che ci sia il voto dei cittadini". Dunque se la maggioranza dovesse ridursi in termini numerici, con una scissione del Popolo della libertà non sarebbe un problema. "Non mi spaventa anche se non ci fossero i due-terzi, tanto comunque dai cittadini andremo" per il referendum, ha insistito.

Letta sull'immigrazione: "Servono politiche europee" - Parlando poi nella conferenza stampa congiunta con il premier maltese Joseph Muscat Letta ha illustrato quali saranno gli obiettivi del semestre di presidenza italiana dell'Unione Europea. "Dobbiamo avere una nuova legislatura del governo europeo a favore della crescita - ha detto il presidente del consiglio italiano - Siamo alla fine di un periodo di politiche di austerità e ora abbiamo bisogno di lanciare a livello europeo una strategia a pro crescita". Letta ha poi parlato anche dell'emergenza immigrazione, tema che è stato al centro dei suoi colloqui con il governo maltese. "Servono decisioni europee - ha detto - Non basta la buona volontà di paesi come Malta e l'Italia che sono in prima fila". Letta ha spiegato che "al consiglio Ue del 5 e 6 dicembre, e quello del giugno prossimo devono metterci dei fatti concreti. L'ordine di priorita' è di una nuova politica verso i Paesi terzi, verso la Libia a livello Ue e nazionale o saremo sempre a cercare di salvare la situazione con mezzi inadeguati".

Alfano sull'immigrazione: "Non possiamo accogliere tutti" - E sul tema dell'immigrazione è intervenuto anche il ministro dell'Interno Angelino Alfano che, intervenendo alla giornata di mobilitazione di Confcommercio contro l'illegalità, ha affermato che "noi siamo un popolo accogliente ma non possiamo accettare tutti. Questo lo dico con chiarezza"."Spesso il commercio illegale - ha proseguito - viene sviluppato da immigrati illegali. Non possiamo garantire un futuro a tutti, in particolare a quegli immigrati che non rispettano le leggi".

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