Grazia a Berlusconi, Dell'Utri: "Mi hanno teso una trappola"

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L'ex senatore del Pdl smentisce quanto affermato venerdì, quando aveva detto che i figli del Cavaliere avrebbero inoltrato già la domanda al Quirinale. "Io non so un tubo. E' stato un grande equivoco"

Torna sui suoi passi Marcello Dell'Utri, il giorno dopo aver dichiarato che i figli di Silvio Berlusconi avrebbero già presentato una domanda di grazia al Quirinale per loro padre. "Sulla grazia io non so un tupo. Mi hanno teso un trappolone" spiega all'agenzia Ansa l'ex senatore del Pdl. "Io non so un tubo: Nicola Porro (il conduttore della trasmissione Virus, ndr) ha voluto fare il piccolo Santoro, un Santoro a scartamento ridotto. E mi ha fatto buttare un po' di merda addosso". "E' stato un grande equivoco io ho risposto alle domande di Porro pensando che lui avesse la notizia della domanda di grazia, le mie erano solo considerazioni generiche".

Santanché: "Grazia è un problema del Quirinale"
- Intanto però il tema della grazia è tornato d'attualità nell'agenza politica. Sulla questione è intervenuta anche la pasionaria del Pdl Daniela Santanché, secondo cui "il problema non è se la domanda è stata presentata o no, il problema e' politico ed è di Napolitano, ovvero se intende utilizzare gli strumenti che ha in quanto arbitro, come il 'motu proprio', ripristinando così lo Stato di diritto e la democrazia, oppure se intende essere un giocatore, giocatore nella squadra del Pd."

Pisicchio: "Basta tirare in ballo il Quirinale" - Contrario a tirare in ballo il Quirinale è invece Pino Pisicchio del Centro democratico. "La concessione della grazia è una prerogativa costituzionale del Presidente della Repubblica e, come tale, va rispettata da tutte le forze politiche. Non si può trascinare il Colle nella polemica politica", afferma il presidente del gruppo Misto alla Camera, che conclude: "E' anche ora di superare questa fase dominata dalle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi, e pensare esclusivamente agli interessi del Paese, mettendo al centro la crescita e l'occupazione".

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