Ddl stabilità: si lavora sugli emendamenti

Un consiglio dei ministri del governo Letta in una foto di archivio
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Scade sabato mattina il termine per presentare le modifiche sulla manovra. Sul tavolo del Consiglio dei ministri un collegato sulla green economy, il taglio del cuneo fiscale sui redditi più bassi, novità sulle pensioni

Partiti e governo al lavoro in vista del termine di sabato mattina per gli emendamenti alla legge di Stabilità. Tra le ipotesi di aggiustamenti e modifiche, un cuneo fiscale più leggero sui redditi più bassi, un fondo strategico di garanzia per gli investimenti e novità per le pensioni medio-basse.

In vista della scadenza, è stato convocato per le 10 di oggi 8 novembre il Consiglio dei ministri. Il governo esaminerà tra l’latro un disegno di legge collegato alla legge di Stabilità sulla Green economy e una delega in materia di istruzione, università e ricerca. In agenda non appare il secondo collegato atteso, quello sulle misure per attrarre investimenti esteri denominato "Destinazione Italia".

Tecnicamente i due provvedimenti collegati alla legge di Stabilità, data la formula, dovrebbero garantire maggiore celerità nell'esame parlamentare. Camera e Senato sono però in piena sessione di bilancio e difficilmente potranno avviare l'esame delle leggi prima di aver licenziato la manovra.

Il collegato ambientale contiene tutta una serie di semplificazioni che dovrebbero facilitare l'attività delle imprese. La più importante prevede che vi sia un'unica commissione per il rilascio di Via (Valutazione impatto ambientale), Vas (Valutazione ambientale strategica) e Aia (Autorizzazione integrata ambientale).

Per quanto riguarda "Destinazione Italia", all'articolo 1 il disegno di legge contiene un piano per ridurre del 15-20% all'anno gli oneri A3 sulle tariffe elettriche. Lo schema prevede che il Gse, il Gestore dei servizi energetici, possa vendere sul mercato i crediti a valere sulle bollette per ridurre il costo degli incentivi ai produttori da fonti rinnovabili (la relazione parla di 2 miliardi all'anno). La norma ha però poche chanche di sopravvivere per le obiezioni del Tesoro. L'operazione rischia di tradursi in maggior deficit ed Eurostat potrebbe chiedere all'Italia di consolidare il Gse nel bilancio pubblico. Dal testo definitivo dovrebbe uscire anche l'articolo 13, che renderebbe più facile "e senza spese aggiuntive" trasferire i conti correnti da una banca ad un'altra. "L'Abi ha diverse perplessità", riferisce una fonte governativa.

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