Pd, comitato Cuperlo: "Siamo avanti". Renziani: "Dati falsi"

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In vista del congresso nazionale è scontro sui risultati dei segretari locali. I sostenitori dell'ex portavoce di D'Alema cantano vittoria: "Abbiamo vinto in più del 50% dei circoli". Ma dallo staff del sindaco di Firenze replicano: "Non è vero"

Sulla non certo piatta stagione congressuale del Partito democratico si scatena la guerra dei numeri. In una vigilia delle primarie già scossa dalla questione del tesseramento gonfiato (anche questa lontano dall'esaurirsi) a fare discutere sono i primi risultati dei congressi dei circoli. Ancora prima di chiudere le urne è il comitato di Cuperlo a cantare vittoria. Ma a stretto giro arriva la replica dei renziani: "Dati falsi".

Il comitato di Cuperlo canta vittoria - I cuperliani hanno rotto gli indugi mettendo tutto nero su bianco in un comunicato ufficiale: "E' possibile stilare un bilancio dei congressi in svolgimento in tutta Italia: dai dati aggregati in nostro possesso circa 250.000 persone hanno espresso il loro voto e si conferma che più del 50% ha espresso la propria fiducia a candidati che sostengono Gianni Cuperlo alla segreteria nazionale del Pd. Quando mancano pochi congressi di circolo per concludere questa prima fase congressuale, possiamo affermare che ci sono 49 candidati segretari che sostengono la candidatura di Gianni Cuperlo alla segreteria nazionale del Pd; 35 candidati segretari che sostengono Matteo Renzi e 1 candidato segretario che sostiene Pippo Civati. Ci sono poi 7 segretari che non hanno ancora espresso la loro preferenza per il candidato a segretario nazionale".

I renziani: "Numeri falsi" - Immediata la replica dei renziani, arrivata attraverso Stefano Bonaccini, coordinatore nazionale della campagna del sindaco di Firenze: "Come fa Gianni Cuperlo a dare questi dati? Sono falsi. Non riusciamo bene a capire a cosa serva avvelenare i pozzi. Non capiamo soprattutto perché rovinare il clima d'unità. Il giochino di dividere i segretari provinciali tradisce la paura di  perdere anche tra gli iscritti, quando da regolamento è fatto divieto di collegare le candidature locali con quelle nazionali. Passa anche da qui il rispetto degli iscritti. E se tra dieci giorni Renzi stesse  davanti anche tra gli iscritti?". "Detto questo - prosegue Bonaccini - comunque i numeri ci  dicono che sono 47 i segretari provinciali che dichiarano di sostenere Matteo Renzi:

Mancano ancora città importanti - I congressi dei circoli non sono ancora terminati, mancano molte piazze importanti (Caserta, Cosenza, a Roma sarà ballottaggio) e ovviamente il pronostico dei renziani è di segno  opposto a quello dei sostenitori di Cuperlo. Ma le polemiche  potrebbero non finire qui, perché l'esito di alcune delle assise locali potrebbe restare sospeso. La questione è sempre quella del tesseramento 'gonfiato' e delle battaglie interne esplose a livello locale. Martedì nel pomeriggio la questione verrà affrontata prima dalla segreteria nazionale e a seguire dalla commissione Congresso, mentre per i casi di propria competenza il lavoro della commissione di  Garanzia va avanti praticamente senza sosta.

Il problema del tesseramento gonfiato - Lunedì Cuperlo ha rilanciato le sue ragioni, parlando del tesseramento di cui ha già chiesto lo 'stop': "Sono molto preoccupato, angosciato, il fenomeno  non è a macchie estese ma un partito deve garantire prima di tutto la sua immagine, credibilità e prestigio. Io non ho fatto mezza battuta  polemica verso altri candidati perche' questo è un problema di  tutti". Cuperlo, per non mandarle a dire, ha anche sottolineato che  l'idea di Renzi di depotenziare la Convenzione per puntare tutto sulle primarie "sottrae agli iscritti del Pd il diritto di dire la loro".  Però la polemica non si arresta, e anche Gianni Pittella è intervenuto con decisione: "Chi fa furberie, al limite dell'illecito, nel tesseramento è un cialtrone. Da questa situazione il Partito democratico viene ferito. Una ferita tra l'altro inutile perché impossessarsi di un guscio vuoto è stupido. Fermare tutto sarebbe una foglia di fico che serve solo a lavarsi la coscienza".

A livello locale scontro più pesante - In questo quadro, scendendo a livello locale l'atmosfera si fa ancora più pesante. "La trasparenza è giusto venga assicurata, nessun caso verrà sottovalutato ma non serve gridare subito 'al lupo al lupo'. Specie i dirigenti dovrebbero comportarsi con più responsabilità", è l'appello di Lorenzo Guerini, componente renziano della commissione Congresso. Il riferimento è al caso di Empoli, dove Vannino Chiti aveva  denunciato irregolarità nel tesseramento contestate dai renziani Laura Cantini e Dario Parrini ("a volte basterebbe una telefonata per evitare una figuraccia"). Lo stesso senatore del Pd, in serata, ha poi replicato: "Se si tratta di una notizia senza fondamento, sono il  primo a esserne lieto". Ma Empoli è solo un caso (in Toscana si sono celebrati 854 congressi e i ricorsi sono stati 13) che si va ad  aggiungere a quelli degli ultimi giorni: Torino, Rovigo, Frosinone, Caserta, Piacenza (con uno scontro De Micheli-Reggi), Palermo, Roma, Siena, Asti, Lecce, Catania per citare i più noti.

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