Brunetta: "Berlusconi e Cancellieri due pesi e due misure"

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Il capogruppo Pdl alla Camera, ospite de L'Intervista, esprime solidarietà al ministro della Giustizia sul caso Ligresti. Ma afferma: "Al Cavaliere 7 anni per una telefonata in Questura". E sulla legge di stabilità: "Letta rischia, si è montato la testa"

"Ho fatto una telefonata di solidarietà al ministro Cancellieri e darò la mia solidarietà anche martedì (quando riferirà in Aula al Senato, ndr). Anche se mi chiedo: e su Berlusconi? A Berlusconi sette anni di galera per una telefonata in questura". Così il capogruppo alla Camera per il Pdl Renato Brunetta, ospite de L'intervista di Maria Latella (in onda su Sky TG24 HD alle 11.30 e in replica alle 16.30 e alle 21.30) interviene sul caso Ligresti che ha travolto il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri. Una vicenda che paragona al caso Ruby ricordando la condanna a sette anni inflitta in primo grado a Silvio Berlusconi.

"Su legge di stabilità il governo rischia" - Brunetta afferma che martedì non ci saranno divisioni all'interno del Pdl. "La posizione sarà quella rappresentata dal suo presidente. Il partito sosterrà la Cancellieri in Aula. Il ministro Cancellieri non deve dimettersi". E alla domanda se ci siano interessi politici dietro la richiesta di dimissioni del ministro Cancellieri con l'obiettivo di colpire il governo di larghe intese risponde: "E' vero, ci sono, a sinistra. Non dal Pdl, assolutamente no". 
Il caso Cancellieri può creare problemi al governo Letta? "Non credo possa essere il colpo finale al governo Letta. Mentre rischia sulla legge di stabilità che non va bene".
"Bisogna rivedere la manovra a partire dai contenuti sulla casa", afferma Brunetta. Il testo che si basa "su ipotesi di crescita inverosimili" e che quindi produrrà "un aumento della pressione fiscale per tutti". Poi attacca: "Dopo la fiducia del 2 ottobre presa per i capelli Letta si è montato la testa. Ma ha sbagliato i suoi conti".

"Voto su decadenza Berlusconi incompatibile con nostra presenza al governo"
-  La tenuta del governo Letta, per Brunetta è assolutamente legata al voto sulla  decadenza di Berlusconi. "Non possiamo accettare il ricatto della governabilità. Il voto sulla decadenza è incompatibile con nostra presenza nel governo. E la responsabilità sarà del Pd perché noi abbiamo chiesto una cosa rivoluzionaria: di chiedere alla Corte sulla costituzionalità della Legge Severino ma il Pd ha detto no".
Il capogruppo Pdl ha poi ribadito che su Berlusconi "serve il voto segreto" e che quindi la questione sarà riproposta.

"Renzi? Non vincerà le elezioni e spaccherà il partito" - Nell'intervista Brunetta ha parlato anche di Matteo Renzi. "E' il segno dei tempi, il segno della crisi del Pci-Pds-Ds-Pd. Un partito in preda al caos che può a ben ragione avere Renzi come segretario". E può vincere anche le elezioni? "Tutto è possibile, ma credo di no, perché il Pd con Renzi segretario si spaccherà". E ha aggiunto: "Renzi comunque si sta conquistando la leadership sul campo, lui è un giovane democristiano che sta conquistando ciò che resta del partito comunista. E' una storia bellissima, ma non so cosa ne pensano i duri e puri del suo partito".


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