Letta: "Nel 2014 l'Italia tra i più virtuosi d'Europa"

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In un'intervista a sei quotidiani europei in vista delle prossime elezioni per Strasburgo, il premier lancia un appello contro i populismi. E spiega: "A Grillo si risponde con una nuova legge elettorale e abolendo il finanziamento ai partiti"

Nel 2014 l'Italia sarà uno dei paesi più virtuosi d'Europa. E a guidarlo potrebbe ancora essere ancora Enrico Letta. A fare la previsione (e a farsi l'augurio) è lo stesso presidente del Consiglio in un'intervista rilasciata a sei grandi quotidiani europei, (lo spagnolo El Pais, il polcacco Gazeta Wyborcza, il francese Le Monde, il tedesco Suddeutsche Zeitung, l'inglese The Guardian e a La Stampa), il cui tema sono le prossime elezioni continentali. Parlando però della situazione economica di Roma, Letta osserva che nel prossimo anno il Paese dovrebbe "centrare contemporaneamente cinque obiettivi. Per la prima volta, dopo 5 anni, il debito generale scenderà. Avremo il deficit di nuovo sotto il 3% per il secondo anno di fila. Avremo per la prima volta la spesa pubblica primaria che scende. Si fermerà la crescita delle tasse, avviando il calo. Avremo il segno più sulla crescita e speriamo di fermare l'aumento della disoccupazione. Un incubo, come confermano i dati di ieri". Riguardo alle fibrillazioni che fanno tremare la maggioranza, invece, Letta ricorda come lo scorso 2 ottobre "il Parlamento mi ha dato una fiducia larga e abbiamo vinto una battaglia molto complessa". "Abbiamo maggiori forze guardo al futuro con fiducia" spiega.

Letta: "Nuova legge elettorale entro le elezioni europee" - Il pericolo però il presidente del consiglio lo vede nel possibile risultato delle prossimo elezioni europee. "Se i partito populisti in Europa superassero il 25% sarebbe molto preoccupante" spiega, e aggiunge che l'Europarlamento ne uscirebbe azzoppato, rendendo più difficile le politiche di crescita che dovranno seguire a quelle di rigore portate avanti fino ad ora. "Urge una grande battaglia europeista: l'Europa dei popoli contro l'Europa dei populismi. Questa è la posta in gioco nei prossimi sei mesi" spiega il premier. Un analisi alla quale non sottrae un'ammissione di colpa: "Il 90 per cento del successo dei partiti populisti in Italia è dato da una politica che ha impiegato troppo tempo a rinnovarsi e a tagliare i propri costi. Una delle chiavi del risultato delle prossime Europee sta nella capacità di far diventare leggi entro quella data, l'abolizione del finanziamento pubblici dei partiti e la riforma elettorale".

Letta: "Il Pdl è un mix tra populisti e figure istituzionali"
- E alla domanda se Berlusconi vada inserito tra i populisti, il premier risponde: "Beh, un po' sì". "Il Pdl è un mix - motiva Letta - Berlusconi in questi anni ha tenuto insieme pulsioni populiste e altre più istituzionali e moderate. Ora, nella divisione tra falchi e colombe sarebbe interessante sapere cosa  pensano le due anime sui temi dell'Europa"

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