Decadenza di Berlusconi, la difficile tenuta del governo

1' di lettura

Dopo la decisione della Giunta per il regolamento del Senato a favore del voto palese, aumenta il pressing tra i "falchi" del Pdl per un ritorno alle urne. Ma le "colombe" avvertono: un vantaggio solo per Grillo e Renzi. LA RASSEGNA STAMPA

La giunta per il regolamento del Senato ha deciso mercoledì 30 ottobre che sarà palese il voto in aula sulla decadenza di Berlusconi da senatore in base alla legge Severino. Per il voto palese si sono pronunciati Pd, 5 Stelle, Scelta civica e Sel, per il voto segreto Pdl, Lega e Svp. E ora l'attenzione si sposta sulla tenuta del governo, con la frattura tra i lealisti, che vorrebbero uscire dalla maggioranza, e i governativi, che rischia di allargarsi ancora. E secondo le indiscrezioni dei quotidiani lo stesso Berlusconi sarebbe tentato di passare all'opposizione, da dove potrebbe difendersi con maggiore facilità.

Nel Pdl voglia di rottura - In un retroscena su la Repubblica Carmelo Lopapa ipotizza che Berlusconi avrebbe detto ai suoi "da oggi mi considero già all'opposizione". "La rottura col governo per lui è ormai in atto" scrive il quotidiano romano. "A Bruno Ermolli, Ennio Doris, Guido Bertolaso e Marcello dell'Utri avrebbe affidato il compito di selezionare nuove leve per la Forza Italia 2.0 e rinnovare l'intero (o quasi) parco parlamentari".
Una voglia di rottura sottolineata, sempre su Repubblica, da un'intervista a Paolo Romani, che dice "il voto di oggi (ieri, ndr) è talmente grave che si aprono i peggiori scenari: "Come si fa a restare al governo. Come si fa a restare seduti al Consiglio dei ministri fianco a fianco con chi pugnala Berlusconi? Difficilmente qualcuno che appartiene a Forza Italia può credere che non ci sia incompatibilità. Sempre Repubblica racconta come tra i falchi del Pdl/forza Italia si ragioni sull'ipotesi di andare all'opposizione. "Se va a fare il capo dell'opposizione può riprendere a farsi sentire, può sparare a pallettoni e portare a Roma centomila persone a difenderlo. Mandarlo in prigione sarebbe più difficile. Quale magistrato può arrestare il leader dell'opposizione che rappresenta 10 milioni di italiani?".

Le colombe Pdl gettano acqua sul fuoco
- Dalle colonne del Corriere della Sera getta invece acqua sul fuoco il ministro Gaetano Quagliariello, nome di punta delle cosiddette colombe. Le elezione anticipate, spiega "in questo momento convengono solo a Grillo e a Renzi, non certamente al centrodestra". Ma non è neanche detto che si ritorni alle urne. Continua infatti il ministro per le riforme: "Se il governo cade, non si va sicuri al voto: perché a questa strana maggioranza che abbiamo, potrebbe subentrare, sia pure per poco tempo, una maggioranza stranissima".
E tra i pompieri si colloca anche Fabrizio Cicchitto che, sempre citato dal quotidiano di via Solferino, avrebbe detto che "il Pd ha compiuto una forzatura per fare cadere il governo e andare ad elezioni anticipate. L'ultima cosa che può fare il Pdl, condannando fermamente questa prevaricazione, è cadere in una trappola di questo tipo".

Alfano contro il ritorno alle urne: "Un vantaggio per Renzi"
- Su La Stampa Amedeo La Mattina ipotizza che Angelino Alfano abbia sconsigliato a Silvio Berlusconi il ritorno alle urne, un'ipotesi che anche secondo il ministro dell'Interno avvantaggerebbe Matteo Renzi e il Pd. "Loro con Renzi avrebbero la vittoria in tasca mentre noi ci troveremmo divisi, sfibrati, accusati di tutti i mali del mondo, e senza un candidato premier perché tu non puoi candidarti" avrebbe detto Alfano al Cavaliere. Ma secondo il quotidiano torinese i falchi del Pdl/Forza Italia sarebbero in pressing per portare alla rottura "già nel passaggio della legge di stabilità".

Formigoni: "Noi leali a Berlusconi"
- Il Messaggero ospita un'intervista a Roberto Formigoni, secondo cui una possibile scissione nel Pdl danneggerebbe "prima di tutto lo stesso Berlusconi". Riguardo alle accuse di tradimento, l'ex governatore della Lombardia spiega che "la fedeltà è dei cani nei confronti dei loro padroni. Noi siamo leali con Silvio, e proprio per questo lavoreremo per convincerlo che la scelta di far cadere il governo è sbagliata". "Se noi uscissimo dal governo se ne formerebbe un altro" continua Formigoni, "un governo contro di noi".

Il Giornale: "Una porcata"
- Il Giornale, quotidiano della famiglia Berlusconi, titola "Porcata Palese" e sostiene che la decisione della Giunta per il regolamento del Senato sia "un golpe contro la democrazia". L'altro giornale di riferimento del centrodestra, Libero, titola "Lo vogliono in galera, e parla di una "cinica operazione che mette a rischio il governo. Sulla pelle degli italiani".

Leggi tutto