Alfano: "Berlusconi leader e il problema non è Forza Italia"

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Il segretario Pdl: "Le questioni da affrontare sono altre, lo faremo nei prossimi giorni". Intanto Marina torna a smentire l'ipotesi di una sua candidatura alle elezioni: "Il mio futuro è nelle aziende". VIDEO

Un sì e un no. Il tormentone sull'evoluzione del Pdl e sugli effetti che potrebbe determinare il passaggio a Forza Italia, continua ad agitare le acque del centrodestra. E se Angelino Alfano dice che la leadership di Silvio Berlusconi è fuori discussione, la figlia dell'ex premier, Marina, torna a smentire le ipotesi che la indicano come in procinto di assumere la guida della nuova formazione politica.
"Di fronte alle ennesime voci e a ricostruzioni giornalistiche totalmente lontane da ogni pur minimo collegamento con la realtà, ancora una volta - dice la presidente di Fininvest- mi vedo costretta a smentire, e nel modo più tassativo: non ho mai avuto e non ho alcuna intenzione di impegnarmi in politica".
"Per la politica - aggiunge Marina Berlusconi - ho grande rispetto, ma amo moltissimo il mio lavoro e le aziende nelle quali sono impegnata da ormai oltre vent'anni. Questo è il mio passato e il mio presente, e questo sarà anche il mio futuro. Vi prego di prenderne atto".

Barbara Berlusconi: "Né io né Marina scenderemo in campo" - A sostegno delle parole di Marina Berlusconi arrivano le frasi della sorella Barbara. "Né io né Marina scenderemo in campo. Siamo state molto nette" afferma infatti Barbara Berlusconi, in un'intervista all'Huffington Post. "La società ha bisogno di essere rilanciata per raggiungere nuovamente prestigiosi obiettivi. Il mio futuro è al Milan" dice. Dalla figlia di Veronica Lario anche una stoccata all'entourage del Cavaliere: "Ci sono tanti che hanno finto di sposare le sue idee politiche, ma che in realtà agivano per interesse personale. Per le poltrone e per il potere".

Alfano: "Ci riconosciamo nella leadership di Berlusconi" - Intanto resta incerta la data della convocazione del Consiglio nazionale chiamato a sancire il passaggio dal Pdl a Forza Italia, anche se per ora si continua a parlare dell'8 dicembre. E rispetto a possibili divisioni tra i fautori della nuova formazione politica e gli ipotetici scissionisti, Alfano ferma ogni illazione.
"I sottoscritti consiglieri nazionali si riconoscono nella leadership di Silvio Berlusconi, ovviamente a cominciare da me. Questo sarebbe il primo rigo di ogni documento che io dovessi sottoscrivere", afferma il ministro dell'Interno e vicepremier a Bruno Vespa, che lo intervista per il suo nuovo libro in uscita il prossimo 7 novembre. "Non è vero -puntualizza l'esponente dell'esecutivo- che circola un documento degli 'innovatori' già da far sottoscrivere per il prossimo Consiglio nazionale".

"Il problema non è il nome di Forza Italia" -"L'oggetto del dibattito -ribadisce poi Alfano parlando con i giornalisti- non è neanche il nome di Forza Italia, che richiama anni bellissimi. Ci sono altre questioni su cui crediamo si debba discutere a livello nazionale e che porremo all'attenzione dell'opinione pubblica, oltre che del nostro movimento politico, nei prossimi giorni". Insomma sul tavolo resta sempre la questione di come rapportarsi rispetto al governo e quindi se e come continuare l'esperienza dell'attuale maggioranza.

Lupi: "Nessuno di noi vuole la scissione" - "Nessuno di noi vuole la scissione, nessuno di noi vuole la divisione e smettiamo di pensare che qualcuno voglia fare un centrino o un centretto con Casini o con Mauro, che hanno fatto la loro scelta nel febbraio scorso", rassicura un altro esponente dell'ala ministeriale, vale a dire il titolare delle Infrastrutture Maurizio Lupi.

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