Alfano: "La legge di stabilità non è il Vangelo"

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"Ci sono grandi margini in Parlamento per intervenire - dice il vicepremier - chi dice solo che non va bene vuol dire che intende far cadere il governo". E sulle tensioni nel Pdl: "Lavoro per l'unità con Berlusconi". VIDEO

"La legge di stabilità non è il quinto Vangelo e ci sono grandi margini in Parlamento per intervenire". Sono le parole del vicepremier Alfano che, in un’intervista radiofonica, sottolinea come serva "un approccio costruttivo, perché chi dice solo che non va bene vuol dire che intende far cadere il governo".  "Questo governo - aggiunge il ministro dell'Interno - trova la sua forza e la sua legittimazione nel fare cose buone: nessuno, a cominciare da me, avrà accanimenti terapeutici nel dare una mano di aiuto a un governo che non fa le cose, fin qui ne ha fatte e di positive".

Quanto alla situazione nel suo partito, Alfano sottolinea di non aver mai pronunciato la parola 'scissione' e di lavorare invece per l'unità con Berlusconi, il cui ventennio "non è finito, perché questa è una decisione che spetta agli elettori".

Le parole del vicepremier arrivano dopo che ieri 21 ottobre 24 senatori del Pdl hanno preso posizione in favore dei ministri del centrodestra nell'esecutivo e della legge finanziaria varata da Palazzo Chigi, criticando "i toni e il linguaggio del dibattito politico" interno al partito, aggiungendo che "non è più possibile tollerare la critica distruttiva e permanente alla legge di Stabilità e all'operato del governo di cui cinque nostri ministri fanno parte e a cui abbiamo riconfermato la fiducia meno di tre settimane fa su indicazione dello stesso presidente Berlusconi".

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