Monti critica Letta: "Sta diventando il governo del disfare"

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Dopo le dimissioni da Scelta Civica e le scintille con Casini e Mauro, l'ex premier se la prende con l'esecutivo: "Contratto di coalizione, o finirà per inginocchiarsi al Pdl come per l'Imu". E annuncia il voto a favore della decadenza di Berlusconi

"Questa formula e questo presidente del Consiglio sono la miglior cosa che questo paese possa avere. Ma vorrei che fosse veramente il governo del fare, ma per l'atteggiamento di Pd e Pdl sta diventando il governo del disfare". Dopo le dimissioni da Scelta Civica e lo strappo con Casini e Mauro, l’ex premier Mario Monti torna ad attaccare il governo guidato da Enrico Letta. "Chi minaccia la stabilità del governo? E' ridicolo dire che sia Scelta Civica. Piuttosto è minacciato dal Pd che, in questa fase precongressuale, è una variabile indipendente; e dal Pdl che fa continui diktat, tanto che spesso si scrive Letta ma si legge Brunetta".
"Ovviamente Scelta Civica non minaccia niente, ma abbiamo il dovere di indicare qual è secondo noi la strada giusta e il presidente Letta ha concordato che un contratto di coalizione ci voglia. Altrimenti finirà ancora ad inginocchiarsi davanti al Pdl, come fatto con l'Imu".

Le dimissioni da Scelta Civica - Sulle sue dimissioni da Scelta Civica, Monti ha poi aggiunto: "Mi sono dimesso perché due autorevoli esponenti di Scelta Civica, Mauro e Casini, hanno criticato me e Scelta Civica sulla base di due argomenti di cui io ho ritenuto di dover svelare il secondo fine: il Partito popolare europeo e la linea di Scelta Civica di pungolo al governo, che disturberebbe il manovratore".  
Intanto, nella serata di domenica 20 ottobre, Casini ha detto: "Monti critica la politica del Gps, ma vorrei ricordare scherzosamente che a lui il Gps è servito per andare prima a Palazzo Chigi e poi per rimanerci un anno".
“Col Pdl? Sì, ma depurato da certe personalità” - Mauro e Casini "vedono uno spazio elettorale più ampio da quella parte. Anch'io  avrei fatto volentieri con l'intera Scelta Civica un movimento verso il centrodestra, verso un Pdl depurato di talune personalità e di  talune prassi di comportamento, che non discuto ma che sono esattamente antitetiche ai motivi per i quali Scelta Civica è nata”. "Non è solo Berlusconi - risponde l'ex premier a una sollecitazione della conduttrice - non voglio fare liste di nomi, non  tocca a me, non sono né falco, né colomba, né ovviamente grillo. Volentieri avrei fatto un accordo con il Pdl che non fosse quello di chi manda indietro il vicepresidente della Commissione europea quando viene ad occuparsi di Italia, un Pdl che non fosse populista, un Pdl che sostenesse veramente i governi che dice di sostenere".

"Su Berlusconi voterò in base alla relazione della Giunta" -
Monti parla poi della votazione sulla decadenza da senatore di Berlusconi. "Io - dice - voterò in base alla relazione che la Giunta del Senato farà pervenire in Aula, per me la votazione è sull'applicazione di una legge approvata un anno fa e che allora non fu contestata, non è un giudizio su una persona. Qui vediamo se in Italia c'è o no lo Stato di diritto". Monti critica anche la Bignardi - Il senatore Monti, in vena di levarsi sassolini dalle scarpe, ha anche criticato la giornalista Daria Bignardi perché quando fu suo ospite a "Le Invasioni Barbariche", durante la campagna elettorale, a sorpresa gli mise tra le braccia un cagnolino, poi ribattezzato Empy (FOTO). Monti ha definito "poco corretto" il comportamento della Bignardi.
La giornalista ha risposto su Twitter a un utente che gli chiedeva una replica. "Si commenta da solo", ha scritto la Bignardi, rimandando poi a un articolo pubblicato nei mesi scorsi nel quale racconta la sua versione dei fatti.

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